"La Padania 17.07.2012"
La spending review? «La Lega Nord è favorevole ad una cura dimagrante dello Stato, ma deve essere vera, giusta ed equa, mentre quella proposta dal Governo non è nè vera, nè equa». La prima riunione della nuova Segreteria Politica della Lega Nord, la prima dopo il congresso di Assago, ha affrontato diversi temi caldi all’ordine del giorno dell’agenda politica. Un’agenda che non può che andare di pari passo con la crisi economica, soprattutto nel giorno in cui lo spread supera i livelli di guardia. Per questo il Segretario Federale, Roberto Maroni, e tutti gli altri componenti della Segreteria Politica, sono rimasti per oltre due ore riuniti, toccando vari argomenti che da oggi si tradurranno in proposte o emendamenti da presentare alla Camera o al Senato nel corso dei lavori parlamentari. Piatto forte della riunione la questione economica, con la spending review sotto la luce dei riflettori. Un provvedimento che in astratto sarebbe assolutamente condivisibile, ma nel concreto, nero su bianco, non va funziona e delude, semplicemente perchè l’intenzione di tagliare la spesa pubblica improduttiva, gli sprechi o le poltrone, nei fatti si è poi tradotta in una sorta di ’macelleria sociale’, con tagli lineari fatti non con il bisturi ma con l’accetta, facendo di ogni erba un fascio, colpendo le regioni e gli enti locali virtuosi, quelli del Nord, mettendo a serio rischio l’erogazione di servizi quali la sanità o il trasporto pubblico locale o la giustizia.
Da qui la considerazione di Maroni che, intorno a metà pomeriggio si presenta nella gremitissima sala stampa di via Bellerio per sintetizzare le decisioni prese ai cronisti. «La Lega - è la premessa di Maroni - vede con favore dei tagli nel pubblico, in particolare nel pubblico impiego, penalizzando chi spende troppo, ma in questo provvedimento la maggior parte dei tagli fatti dal governo sono stati su comuni, province e regioni e sono sbagliati perché, ancora una volta, sono stati lineari, senza salvaguardare chi è virtuoso. E così non va bene». E per essere ancora più diretto il segretario leghista snocciola qualche numero: «In Lombardia abbiamo un dipendente pubblico ogni 23 abitanti, in Sicilia ne hanno uno ogni 14 e la media a livello nazionale è uno ogni 18 cittadini ». Eppure i tagli per la Lombardia sono più pesanti di quelli previsti per le Regioni del Mezzogiorno. Uno dei tanti paradossi di questo provvedimento, che aveva una finalità condivisibile, ma che nella pratica rischia di fare solo danni. Per i cittadini. Per questo la Lega, conferma Maroni, sosterrà la protesta dei sindaci che martedì 24 scenderanno a Roma a protestare contro questi tagli lineari. Non solo, c’è poi il balletto delle province, che prima dovevano essere soppresse e ora, dopo le veementi proteste dei presidenti di provincia del mezzogiorno, l’Esecutivo avrebbe deciso di accorpare, anche se sul punto continua a regnare ancora incertezza. «Sulle province stanno facendo un grande pasticcio. Noi consideriamo la provincia un ente importante, in quanto intermedio tra comune e regione, un ente utile per i cittadini », ha specificato Maroni, che ha poi aggiunto «comunque se il Governo vuole proprio eliminare le province allora sfidiamo il Governo ad avere il coraggio di andare fino in fondo, cancellando anche le prefetture, strutture costose che svolgono compiti ormai secondari». Del resto sarebbe paradossale che, abolendo le province, non scompaiano anche i rappresentanti del Governo nelle province... Durante la riunione della segreteria politica, una riunione estremamente proficua, come ha poi twittato lo stesso Segretario leghista («Sono molto soddisfatto della riunione della Segreteria Politica odierna! Parecchie idee e proposte concrete. Vedo molto fermento! »), riunione cui ha partecipato anche il presidente Umberto Bossi, è stato poi confermato che gli Stati Generali del Nord si terranno il 28 e 29 settembre a Torino. «In quella sede ci confronteremo e discuteremo con il mondo produttivo del Nord, con le imprese, con i sindacati. Discuteremo di temi concreti - ha ribadito il segretario del Carroccio - e da lì nascerà il nuovo manifesto della Lega». Tornando alla strettissima attualità politica Maroni ha poi anticipato che oggi al Senato verrà presentata la proposta di riforma elettorale elaborata dal Carroccio. «Siamo contro il bipartitismo, favorevoli a garantire la governabilità e vogliamo che i cittadini possano esprimersi. Per questo la nostra proposta prevede un premio di governabilità alla coalizione che superi la soglia del 45%, la reintroduzione delle preferenze sulla base delle circoscrizioni elettorali attuali, per consentire ai cittadini di scegliere il proprio rappresentante, e una soglia di sbarramento al 4% su base nazionale anche per quei partiti che entrano in coalizione o, considerato che ci sono partiti che sono molto forti sul territorio, come la Lega, in alternativa, in chiave regionale, a chi raggiunga il 6% in almeno tre circoscrizioni per la Camera. Vogliamo portare chiarezza con una proposta semplice che non stravolge l'attuale impianto ma lo migliora, ispirandosi al principio fondamentale per cui le maggioranze si decidono prima e non dopo, come prima bisogna dire qual’è il candidato premier», ha chiosato Maroni, senza scendere nei particolari della proposta che verrà esposta dettagliatamente nella giornata di oggi. Quindi una considerazione sulle riforme istituzionali già votate al Senato in prima lettura: «Appoggiamo la riduzione del numero dei parlamentari, il senato federale e l'elezione diretta del presidente della repubblica. Per approvare queste tre riforme i tempi ci sono. Basta volerlo! Ma per far entrare in vigore subito questa riforma servono i due terzi dei voti. Staremo a vedere chi li farà mancare ». Infine una risposta telegrafica alla solita domanda, ripetuta in ogni conferenza stampa o uscita pubblica, su una possibile alleanza futura con il Pdl. «Torno a ribadire per l'ennesima volta che il tema delle alleanze è all'ultimo posto della nostra agenda». In chiusura una battuta a Silvio Berlusconi non nella sua veste di leader del Pdl ma in quella di presidente del Milan: «Confido - ha concluso il Segretario leghista, parlando da tifoso rossonero - che ci sia un investimento sui giovani e rilanci la squadra con grandi ambizioni. Con i giovani e il merito la Lega andrà molto lontano ed è bene che Berlusconi lo faccia anche al Milan».

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