martedì 17 luglio 2012

«No ai tagli che penalizzano il Nord»

"Fabrizio Carcano"
"La Padania 17.07.2012"


La spending review? «La Lega Nord è favorevole ad una cura dimagrante dello Stato, ma deve essere vera, giusta ed equa, mentre quella proposta dal Governo non è nè vera, nè equa». La prima riunione della nuova  Segreteria Politica della Lega Nord, la prima dopo il congresso di Assago, ha affrontato diversi temi caldi  all’ordine del giorno dell’agenda politica. Un’agenda che non può che andare di pari passo con la crisi  economica, soprattutto nel giorno in cui lo spread supera i livelli di guardia. Per questo il Segretario Federale,  Roberto Maroni, e tutti gli altri componenti della Segreteria Politica, sono rimasti per oltre due ore riuniti,  toccando vari argomenti che da oggi si tradurranno in proposte o emendamenti da presentare alla Camera o  al Senato nel corso dei lavori parlamentari. Piatto forte della riunione la questione economica, con la  spending review sotto la luce dei riflettori. Un provvedimento che in astratto sarebbe assolutamente condivisibile, ma nel concreto, nero su bianco, non va funziona e delude, semplicemente perchè l’intenzione di tagliare la spesa pubblica improduttiva, gli sprechi o le poltrone, nei fatti si è poi tradotta in una sorta di  ’macelleria sociale’, con tagli lineari fatti non con il bisturi ma con l’accetta, facendo di ogni erba un fascio,  colpendo le regioni e gli enti locali virtuosi, quelli del Nord, mettendo a serio rischio l’erogazione di servizi  quali la sanità o il trasporto pubblico locale o la giustizia. 
Da qui la considerazione di Maroni che, intorno a metà pomeriggio si presenta nella gremitissima sala stampa di via Bellerio per sintetizzare le decisioni prese ai  cronisti. «La Lega - è la premessa di Maroni - vede con favore dei tagli nel pubblico, in particolare nel  pubblico impiego, penalizzando chi spende troppo, ma in questo provvedimento la maggior parte dei tagli  fatti dal governo sono stati su comuni, province e regioni e sono sbagliati perché, ancora una volta, sono stati  lineari, senza salvaguardare chi è virtuoso. E così non va bene». E per essere ancora più diretto il segretario  leghista snocciola qualche numero: «In Lombardia abbiamo un dipendente pubblico ogni 23 abitanti, in Sicilia  ne hanno uno ogni 14 e la media a livello nazionale è uno ogni 18 cittadini ». Eppure i tagli per la Lombardia sono più pesanti di quelli previsti per le Regioni del Mezzogiorno. Uno dei tanti paradossi di questo  provvedimento, che aveva una finalità condivisibile, ma che nella pratica rischia di fare solo danni. Per i  cittadini. Per questo la Lega, conferma Maroni, sosterrà la protesta dei sindaci che martedì 24 scenderanno  a Roma a protestare contro questi tagli lineari. Non solo, c’è poi il balletto delle province, che prima  dovevano essere soppresse e ora, dopo le veementi proteste dei presidenti di provincia del mezzogiorno,  l’Esecutivo avrebbe deciso di accorpare, anche se sul punto continua a regnare ancora incertezza. «Sulle  province stanno facendo un grande pasticcio. Noi consideriamo la provincia un ente importante, in quanto  intermedio tra comune e regione, un ente utile per i cittadini », ha specificato Maroni, che ha poi aggiunto  «comunque se il Governo vuole proprio eliminare le province allora sfidiamo il Governo ad avere il coraggio  di andare fino in fondo, cancellando anche le prefetture, strutture costose che svolgono compiti ormai  secondari». Del resto sarebbe paradossale che, abolendo le province, non scompaiano anche i  rappresentanti del Governo nelle province... Durante la riunione della segreteria politica, una riunione  estremamente proficua, come ha poi twittato lo stesso Segretario leghista («Sono molto soddisfatto della  riunione della Segreteria Politica odierna! Parecchie idee e proposte concrete. Vedo molto fermento! »),  riunione cui ha partecipato anche il presidente Umberto Bossi, è stato poi confermato che gli Stati Generali  del Nord si terranno il 28 e 29 settembre a Torino. «In quella sede ci confronteremo e discuteremo con il  mondo produttivo del Nord, con le imprese, con i sindacati. Discuteremo di temi concreti - ha ribadito il  segretario del Carroccio - e da lì nascerà il nuovo manifesto della Lega». Tornando alla strettissima attualità  politica Maroni ha poi anticipato che oggi al Senato verrà presentata la proposta di riforma elettorale  elaborata dal Carroccio. «Siamo contro il bipartitismo, favorevoli a garantire la governabilità e vogliamo che i  cittadini possano esprimersi. Per questo la nostra proposta prevede un premio di governabilità alla coalizione  che superi la soglia del 45%, la reintroduzione delle preferenze sulla base delle circoscrizioni elettorali attuali, per consentire ai cittadini di scegliere il proprio rappresentante, e una soglia di sbarramento al 4% su base  nazionale anche per quei partiti che entrano in coalizione o, considerato che ci sono partiti che sono molto  forti sul territorio, come la Lega, in alternativa, in chiave regionale, a chi raggiunga il 6% in almeno tre  circoscrizioni per la Camera. Vogliamo portare chiarezza con una proposta semplice che non stravolge  l'attuale impianto ma lo migliora, ispirandosi al principio fondamentale per cui le maggioranze si decidono  prima e non dopo, come prima bisogna dire qual’è il candidato premier», ha chiosato Maroni, senza  scendere nei particolari della proposta che verrà esposta dettagliatamente nella giornata di oggi. Quindi una  considerazione sulle riforme istituzionali già votate al Senato in prima lettura: «Appoggiamo la riduzione del  numero dei parlamentari, il senato federale e l'elezione diretta del presidente della repubblica. Per approvare queste tre riforme i tempi ci  sono. Basta volerlo! Ma per far entrare in vigore subito questa riforma servono i due terzi dei voti. Staremo a vedere chi li farà mancare ». Infine una risposta telegrafica alla solita domanda, ripetuta in ogni conferenza stampa o uscita pubblica, su una possibile alleanza futura con il Pdl. «Torno a  ribadire per l'ennesima volta che il tema delle alleanze è all'ultimo posto della nostra agenda». In chiusura una  battuta a Silvio Berlusconi non nella sua veste di leader del Pdl ma in quella di presidente del Milan: «Confido - ha concluso il Segretario leghista, parlando da tifoso rossonero - che ci sia un investimento sui giovani e  rilanci la squadra con grandi ambizioni. Con i giovani e il merito la Lega andrà molto lontano ed è bene che  Berlusconi lo faccia anche al Milan». 

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