lunedì 9 luglio 2012

Lega Nord: Maroni, raduno di Pontida si fara' ma nel 2013


09 Luglio 2012 - 20:06

(ASCA) - Milano, 9 lug - Il raduno di Pontida si fara', ma ad aprile del prossimo anno. Questo significa che nel corso del 2012 non ci sara' il tradizionale raduno dei popoli padani.

La conferma arriva da Roberto Maroni, che oha presieduto nel quartiere generale il suo primo consiglio federale nella veste di segretario del movimento. L'appuntamento e' fissato per il 7 aprile 2013, ''un anniversario storico - evidenzia il neo-segretario - quello del giuramento di Pontida avvenuto nel 1167''. La manifestazione cadra' inoltre proprio a ridosso delle elezioni politiche, ''e per questo - sottolinea Maroni - sara' un appuntamento ancor piu' significativo''.

Il neo-segretario federale interviene anche nella 'querelle' che ha visto protagonisti in questi ultimi giorni il presidente di Confindustria e il capo del governo. Lo fa schierandosi a favore di Giorgio Squinzi: ''Se viene introdotto il reato di lesa maesta' per cui non si puo' neppure criticare il governo - attacca - non siamo piu' in un sistema democratico, ma vuol dire che siamo tornati ai tempi della dittatura''. Maroni condivide le critiche espresse dal numero uno degli industriali sulle misure previste dalla spending review: ''Apprezzo chi parla chiaro, chi non ha la lingua biforcuta, chi dice le cose che pensa. E Giorgio Squinzi ha parlato molto chiaro, ma al governo Monti ha dato un voto fin troppo generoso, 5 e mezzo. Noi gli diamo meno di 4''.

Dal segretario federale della Lega Nord anche un parere sulla possibile candidatura del premier Monti alle elezioni del 2013: ''Siamo contro il governo di chi non e' eletto. Se Monti si candidera' e verra' eletto avra' tutto il diritto di governare, ma non puo' pensare di proseguire oltre il 2013 con lo stesso meccanismo di oggi, con l'investitura fatta da qualcuno dall'alto perche' lui e' un professore''. Per Maroni, comunque, difficilmente Monti sara' il prossimo premier eletto dal popolo: ''Non credo che succedera'''.

Parole di apprezzamento, infine, per il monito lanciato dal presidente Napolitano sulla necessita' di accelerare con la legge elettorale, Con una precisazione: ''Le discussioni si facciano alla luce del sole, in Parlamento e non in qualche recondito ufficio o dimora privata di qualcuno a Roma''. No ad accordi sottobanco, insomma, si' a una legge elettorale capace di ''garantire meccanismi di governabilita', anche con il premio di maggioranza'' ma anche in grado di ''aumentare il grado di rappresentativita', introducendo ad esempio le preferenze''.

2 commenti:

  1. questo non è bello........stiamo tutti aspettando

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  2. dispiace a tutti, ma sicuramente ci sono delle motivazioni seria alla base di questa decisione !!!

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