domenica 4 novembre 2012

Zaia: «Sì all'Election day, risparmiamo cento milioni di euro»


“Igor Iezzi”
“La Padania 04.11.2012”

Election day per risparmiare  quattrini che potrebbero esser usati meglio e un netto no all'accorpamento delle province che toglie autonomia decisionale ai Comuni. Luca Zaia, il governatore leghista del Veneto, scende in campo a difesa dei propri cittadini e degli enti locali della sua Regione. «Andare alle urne nella  stessa giornata è, fra l'altro, un notevole risparmio, almeno di 100 milioni di euro». L'esponente della Liga Veneta insiste nel sottolineare l' importanza di accorpare le prossime elezioni amministrative, che qui toccano realtà importanti come Treviso, con quelle politiche. «Meglio l'election day per andare a votare, risparmiando». Parlando con i cronisti a margine di un incontro a Gaiarine, in provincia di Treviso, Zaia punta il dito contro lo spreco che si avrebbe in caso di due elezioni nel giro di due mesi. Ed in un periodo in cui i soldi scarseggiano, 100 milioni farebbero comodo e potrebbero essere usati decisamente meglio a vantaggio dei cittadini. Ma forse qualcuno, a destra come a sinistra, non è ancora pronto, persi come sono nella scelta dei candidati o delle coalizioni. Dal Carroccio, invece, nessun timore. Il Governatore veneto, infatti, si dice per nulla preoccupato per un eventuale accorpamento tra le politiche e le elezioni comunali a Treviso. «La Lega Nord è pronta, più di ogni altro partito» anticipa. Non è un caso se Giorgio Granello, segretario provinciale della Lega Nord, anticipa che il candidato del Carroccio sarà scelto la prossima settimana. Anche se dal Quirinale è arrivato uno stop, le forze politiche continuano a discutere di un eventuale accorpamento.
Secondo Giampaolo Dozzo, presidente del Gruppo Lega Nord alla Camera, è improbabile il voto a fine gennaio. La forbice prevista per l'election day va tra la fine di febbraio e l' inizio di marzo. Zaia mette nel mirino anche la riforma che accorperà, tagliandole, alcune Province. «Opera di macelleria istituzionale che penalizza il territorio accusa il Governatore rilanciando per il Veneto l'obiettivo dell'autonomia e del federalismo, per cui ha ribadito di accarezzare anche l'ipotesi del referendum per l'indipendenza della regione. Però ha aggiunto, «nessuna forzatura», «nessuna rivoluzione a pancia piena, o da salotto; le cose si devono fare seriamente». Per questo entra nel concreto e nel merito, dicendo no alla Pa-Tre-Ve (la città metropolitana estesa formata da Padova, Treviso e Venezia), o ad una PaTrevi, difendendo l'autonomia ai Comuni ai quali spetta «decidere dove, come e con chi aggregarsi». Il Governatore ha spiegato che la Regione ha «60 giorni di tempo per confrontarsi con Comuni e Province e trovare una controproposta» e riferendosi alle aggregazioni indicate dal Governo ha osservato che «non ha senso quella di Padova con Venezia». A chi l'accusa di essersi lavato le mani, Zaia risponde che il Veneto «ha elaborato la proposta poi votata dal Consiglio regionale: 7 province sono, 7 Province rimangono. E se il Governo avesse attribuito ogni decisione alla Regione, i l Veneto avrebbe provveduto».

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