martedì 6 novembre 2012

La Lega all'attacco: IL PAESE AFFONDA e i Professori restano a guardare


“La Padania 06.11.2012”

Le ultime preoccupanti stime dell'Istat suonano come l'ennesima bocciatura per il governo Monti. La Lega torna all'attacco. «Il Paese sta affondando ma il governo resta sempre immobile davanti alla crisi - afferma il presidente dei deputati della Lega Nord, Gianpaolo Dozzo. I dati Istat ci dicono che quest'anno ci sarà una riduzione del Pil del 2,3% e che anche per il 2013 saremo in recessione. Per non par lare del tasso di disoccupazione che è oggi al 10,6% e che per il prossimo anno dovrebbe salire all'11,4%. Sono dati che allarmano tutti ma evidentemente non il Governo che continua a non fare assolutamente nulla per la crescita». «Le imprese chiudono, i lavoratori perdono il lavoro e le famiglie stentano sempre di più, con una contrazione dei consumi stimata intorno al 3,2%. Ritengo che sia offensivo nei confronti dei cittadini - conclude Dozzo - che davanti a dati così catastrofici ci siano ministri e parlamentari di maggioranza che se ne vanno in giro a lodare il Governo Monti e le sue riforme, quando invece tutto il Paese affonda». Per il deputato Gianni Fava, responsabile federale del dipartimento Sviluppo Economico del Carroccio, «la Lega Nord ha sostenuto fin da subito che prima questo governo andrà a casa meglio sarà per tutti. Il crollo dei consumi rilevato dall'Istat è l'inevitabile conseguenza delle deleteri e politiche economiche e fiscali messe in atto dai tecnici e accompagnate dalla totale assenza di un progetto per lo sviluppo». «In un momento in cui la stagnazione dei consumi ha rallentato la crescita prosegue Fava – questo esecutivo ha fatto esattamente l'opposto di quello che bisognava fare: ha aumentato la pressione fiscale su imprese e famiglie facendo cadere il Paese in una spirale recessiva.
Senza un alleggerimento della pressione e uno stimolo alla capacità produttiva attraverso gli investimenti la crescita resterà un miraggio». Amareggiato anche il responsabile del Dipartimento Fisco, Finanze ed Enti Locali della Lega Nord, Massimo Garavaglia. «L'ultima occasione per il governo dei tecnici di dimostrare di volere il bene del Paese – afferma -. L'Istat conferma purtroppo le nostre previsioni ovvero che l'impatto delle manovre non fa che peggiorare la situazione. L’istituto di statistica prevede un acuirsi del calo del Pil e un aumento della disoccupazione con un ulteriore calo dei consumi interni. dato certificato dalla Coldiretti: con la disoccupazione nel 2012 aumentano in Italia anche gli "affamati" con un incremento del 9 per cento delle persone, pari a 3,7 milioni, che sono state costrette a ricevere cibo o pasti gratuiti in mensa o nelle proprie case. Dunque che fare?». Garavaglia invita il governo a cominciare a prendere in considerazione il rapporto Giavazzi. «Una riduzione di 10 miliardi degli incentivi alle imprese che tanto a queste ultime non vanno - sottolinea il parlamentare della Lega evidenziando il rapporto dell' economista - porta a un aumento del Pil dell'1,5% in due anni. E' ora di darsi una mossa - conclude - vediamo se nel decreto sviluppo il governo inizia a fare il suo dovere». Per Massimiliano Fedriga, responsabile federale Welfare e Lavoro della Lega Nord, «non servivano certi i dati Istat per scoprire i disastri provocati nel mondo del lavoro dal governo che si porterà dietro il record di disoccupazione giovanile. L'unica via per ridare slancio all'economia e creare nuovi posti di lavoro, come ha proposto la Lega Nord, è di rendere nuovamente competitive le nostre imprese abbattendo il cuneo fiscale e riducendo il costo del lavoro. Dunque una diminuzione delle imposte sia all'impresa che al lavoratore che comporterà un salario netto più alto e meno oneri per le aziende». Nel mirino del vicecapogruppo della Lega alla Camera, Maurizio Fugatti, c'è invece la trasferta asiatica del premier. «Mentre il presidente Monti si autoincensa di fronte al primo ministro cinese nella speranza di elemosinare qualche investimento, Francois Hollande chiede con decisione la rivalutazione del cambio cinese per favorire la competitività delle imprese francesi», osserva Fugatti. «Questa è la differenza fra un governo che porta avanti una precisa politica nell'interesse delle proprie aziende e chi, invece, preferisce promuoversi in giro per il mondo, con una campagna elettorale alle porte, non interessandosi dei problemi di competitività delle nostre piccole e medie imprese dovuti alla concorrenza sleale cinese». Da registrare, sul fronte delle previsioni Istat, anche la dura presa di posizione delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons «è indispensabile, infatti, che anche l'Iva al 21% non sia toccata, altrimenti i consumi finirebbero per risentirne proprio negli ultimi 6 mesi del 2013, quei mesi in cui il governo si aspetta e spera in una ripresa». Inoltre, «non è possibile che nel 2013 siano introdotti nuovi aumenti di tasse, essendo  ormai le famiglie con l'acqua alla gola. Occorre bloccare tutti gli aumenti in calendario, dalle multe per le violazioni al Codice della strada al canone Rai, dai pedaggi autostradali alla pessima idea di aumentare i ticket sanitari...  

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