“Andrea Recaldin”
“La Padania
04.11.2012”
Le brutte notizie
per i sindaci, quest'anno, sembrano davvero non fin ire mai. Infine arrivò
anche il decreto del Ministero per il riparto dell'ennesimo sacrificio ai danni
delle autonomie locali. E così, dopo le
continue modifiche, con annesse comunicazioni, sul gettito Imu,
l'inasprimento del Patto di Stabilità, i tagli ai trasferimenti e il ripristino
della Tesoreria unica, allo scadere del termine ultimo per l'approvazione dei
bilanci preventivi e delle aliquote Imu, gli uffici del Viminale hanno
elaborato il piano di riparto del contributo dei Comuni al taglio della spesa.
Come si ricorderà, infatti, all'interno dell'ormai tristemente noto decreto
sulla "spending review", il Governo aveva previsto un ulteriore
sacrificio a i Municipi. La suddivisione, stabilita all'interno del
provvedimento firmato nei giorni scorsi dal ministro Anna Maria Cancellieri,
è determinata sulla base della dimensione dell'ente, ovvero distinguendo l'
importo tra gli enti soggetti al Patto e quelli no. I borgomastri, circa 2.200,
che infatti già sottostanno ai rigidissimi vincoli del Patto di Stabilità,
infatti, dovranno concorrere al risanamento dei propri conti traverso una riduzione dello stock del debito
che oggi gli stessi enti registrano nel proprio bilancio. E così, entro il
prossimo 31 marzo 2013, tutti questi Comuni, con la sola esclusione di quelli
colpiti dal terremoto emiliano di Maggio (esonero definito dal Decreto sugli
Enti locali), dovranno rimodulare il loro debito, considerando anche che, qualora
l'obiettivo non fosse raggiunto, lo Stato farà (ovviamente) rivalsa sul Fondo
Sperimentale di Riequilibrio. Senza dimenticare, peraltro, che la riduzione del
debito non viene considerata al l'interno delle spese del Patto che così
facendo risulterà inevitabilmente più gravoso.
Non va meglio però per gli enti oggi esclusi dal Patto: oltre, infatti, al fatto che anche quest'ultimi verranno assoggettati dal 1° gennaio 2013 alla terribile tagliola dei vincoli di finanza pubblica, la riduzione imposta dalla spending review si tradurrà in minori risorse a valere sul Fondo Sperimentale di Riequilibrio. La diminuzione effettuata è stata definita secondo un calcolo estremamente complesso e stabilito all'interno dell'accordo stabilito in sede di Conferenza Stato-città e avvenuto lo scorso 11 ottobre. L'algoritmo tiene conto, difatti, dei così detti consumi intermedi (cancelleria, manutenzione, cancelleria, etc.) registrati dai Comuni nel corso del 2011, confrontando poi gli stessi con dei costi benchmark. Maggiore è lo scostamento, ovvero la differenza tra il costo-benchmark, individuato come costo di riferimento, e i costi intermedi definiti dal singolo ente, tanto più importante è la riduzione che verrà operata sui trasferimenti erariali. Al di là della metodologia per la determinazione dell'obiettivo, e che parzialmente si rifà al principio dei fabbisogni e dei costi standard, l'ennesima diminuzione operata dal Governo centra le su risorse dei Comuni si tradurrà inevitabilmente in una riduzione dei servizi, ovvero in un inasprimento della tassazione loca le ai danni del cittadino. Che, purtroppo, non potrà nemmeno sperare nel futuro: dal prossimo anno, infatti, gli Enti loca li subiranno un ulteriore inasprimento dei vincoli del Patto di Stabilità, congiuntamente a una diminuzione dei trasferimenti erariali. E con la Tares che incombe, le premesse per il 2013 non sono esattamente delle migliori...
Non va meglio però per gli enti oggi esclusi dal Patto: oltre, infatti, al fatto che anche quest'ultimi verranno assoggettati dal 1° gennaio 2013 alla terribile tagliola dei vincoli di finanza pubblica, la riduzione imposta dalla spending review si tradurrà in minori risorse a valere sul Fondo Sperimentale di Riequilibrio. La diminuzione effettuata è stata definita secondo un calcolo estremamente complesso e stabilito all'interno dell'accordo stabilito in sede di Conferenza Stato-città e avvenuto lo scorso 11 ottobre. L'algoritmo tiene conto, difatti, dei così detti consumi intermedi (cancelleria, manutenzione, cancelleria, etc.) registrati dai Comuni nel corso del 2011, confrontando poi gli stessi con dei costi benchmark. Maggiore è lo scostamento, ovvero la differenza tra il costo-benchmark, individuato come costo di riferimento, e i costi intermedi definiti dal singolo ente, tanto più importante è la riduzione che verrà operata sui trasferimenti erariali. Al di là della metodologia per la determinazione dell'obiettivo, e che parzialmente si rifà al principio dei fabbisogni e dei costi standard, l'ennesima diminuzione operata dal Governo centra le su risorse dei Comuni si tradurrà inevitabilmente in una riduzione dei servizi, ovvero in un inasprimento della tassazione loca le ai danni del cittadino. Che, purtroppo, non potrà nemmeno sperare nel futuro: dal prossimo anno, infatti, gli Enti loca li subiranno un ulteriore inasprimento dei vincoli del Patto di Stabilità, congiuntamente a una diminuzione dei trasferimenti erariali. E con la Tares che incombe, le premesse per il 2013 non sono esattamente delle migliori...

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