“Fabrizio Carcano”
“La Padania
06.11.2012”
La Lega Nord in
Lombardia alle prossime elezioni Regionali è orientata ad una corsa solitaria.
Ovviamente con Roberto Maroni quale
candidato governatore, supportato da liste civiche espressione della società
civile. E' questa la linea emersa ieri pomeriggio dalla segreterie politica
tenutasi nella sede milanese di via Bellerio. Un' indicazione che ora verrà
sottoposta alla valutazione del consiglio federale, già convocato per lunedì prossimo. Ad annunciarlo, ieri nel
tardo pomeriggio, il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, al
termine della riunione: «La segreteria politica della Lega Nord dice da soli in
Lombardia, lunedì al consiglio federa le
l'ultima parola». Non solo, lo stesso Salvini , conversando poi con i giornalisti appostati all'esterno della sede di
via Bellerio, ha poi anticipato che a fianco alla lista della Lega Nord ce ne
sarà una «Per Maroni presidente», una lista aperta al contributo della società
civile, una lista «che sarà composta da gente non tesserata in Lega sul modello
di quanto accaduto a Verona. Si tratterà di molti nomi nuovi, persone che non
hanno mai fatto politica, appartenenti al mondo del volontariato,
dell'imprenditoria e delle professioni, alcuni con candidature precedenti sia
da destra sia da sinistra». Non solo, proprio sul modello felice mente
sperimentato nella scorsa campagna elettorale per il Comune di Verona - con il
borgomastro leghista Flavio Tosi che ha stravinto al primo turno pur
senza avere l'appoggio dei partiti di centrodestra ma con una coalizione
formata dalla Lega Nord, unica forza politica, e da liste civiche espressione
della società civile -a supportare la candidatura nella corsa a governatore
lombardo di Roberto Maroni ci saranno anche liste civiche apartitiche, formate
da persone che vogliono contribuire al bene futuro della Lombardia condividendo
il programma elettorale del Carroccio.
Una scelta, quella che sta maturando, che sembra precludere alla strada alla possibilità di un ripetersi dell'alleanza con il Popolo delle Libertà anche se lo stesso Salvini lascia aperto uno spiraglio: «Mi sembra che nel Pdl ci sia un po' di confusione. Per noi è chiuso il discorso con il vecchio, con Cl, con Formigoni, con Fini. Il candidato per noi c'è, è forte , è assolutamente Maroni. Che l'uomo più forte in Lega si spenda per la Lombardia non a Roma, è un segnale politico, se ci sono parti del centrodestra che guardano avanti anziché indietro ben venga».
Una scelta, quella che sta maturando, che sembra precludere alla strada alla possibilità di un ripetersi dell'alleanza con il Popolo delle Libertà anche se lo stesso Salvini lascia aperto uno spiraglio: «Mi sembra che nel Pdl ci sia un po' di confusione. Per noi è chiuso il discorso con il vecchio, con Cl, con Formigoni, con Fini. Il candidato per noi c'è, è forte , è assolutamente Maroni. Che l'uomo più forte in Lega si spenda per la Lombardia non a Roma, è un segnale politico, se ci sono parti del centrodestra che guardano avanti anziché indietro ben venga».

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