“Fabrizio Carcano”
“La Padania
06.11.2012”
L’inchiesta sulla Regione
Lombardia trasmessa domenica sera da Report mi ha rafforzato nella
convinzione che il prossimo governatore dovrà usare la 'ramazza' e fare
pulizia, a partire dai piani alti del Pirellone. Sono assolutamente d'accordo
sulle liste pulite, applicheremo la ramazza anche se il decreto del governo
non sarà operativo». Pulizia in
Lombardia. Ai suoi piani alti. Parole chiare e inequivocabili quelle di Roberto
Maroni - l'uomo che da ministro degli Interni ha inferto i più duri colpi
mai subiti dalle organizzazioni criminali, arrestando 28 dei 30 più pericolosi
latitanti di Cosa Nostra, e confiscando beni per decine di miliardi di euro
alle cosche - che ha indicato nella pulizia uno dei due paletti imprescindibili
{l'altro è l'autonomia che si traduce nella grande euroregione del Nord che tratterrebbe
sul suo territorio il 75% delle tasse pagate dai propri cittadini} intorno ai
quali costruire la piattaforma programmatica. Pulizia che, alla luce anche di
quanto mostrato domenica sera dalla trasmissione di Rai3, 'Report' , in
una puntata intitolata il 'Papa Re', totalmente incentrata sul cosiddetto
'sistema Lombardia' che si sarebbe venuto a creare nell'arco dei 17 anni
consecutivi di guida di Roberto Formigoni e sui tanti scandali
giudiziari che hanno coinvolto il Pirellone, il suo consiglio regionali e la
sua giunta, con 13 indagati e l'onta degli arresti o persino delle condanne di
alcuni esponenti del Pdl. Un vulnus inaccettabile per una regione quale la
Lombardia che si è sempre contraddistinta, rispetto ad altre regioni, proprio
per valori come la laboriosità, la produttività e appunto la trasparenza.
Da qui la necessità di voltare drasticamente pagina, per sempre, per evitare che mai più le cosche dell'ndrangheta possano tentare di infiltrarsi ai massimi livelli istituzionali della Regione più importante d'Europa. Ma non c'è solo la lotta al tentativo di aggressione da parte di Cosa Nostra, soprattutto alla luce di un evento di grande rilevanza quale l'Expo del 2015. In Lombardia non dovranno mai più esserci assessori o consiglieri regionali che finiscono in manette per corruzione, tangenti, voto di scambio ecc. ecc. Fuori i mafiosi e fuori i corrotti e gli affaristi. Fuori chi è già nel Palazzo Pirelli e fuori chi pensa di entrare. Per questo Maroni tiene a sottolineare che non solo utilizzerà la ramazza se verrà eletto governatore ma anche l' importanza di intervenire a monte, con le liste pulite anche in questo caso a suon di ramazza, senza attendere che da Roma approvino il decreto sulle incandidabilità che precluderebbe la possibilità di candidarsi a chi è stato condannato ad almeno due anni con sentenza definitiva. Per questo Maroni è tranciante: «Liste pulite? applicheremo la ramazza anche se il decreto del governo non sarà operativo». Pulizia nei fatti. Questa la priorità e l'impegno che pubblicamente si è assunto Roberto Maroni, che nei giorni scorsi, in un comizio a Lainate, nell'hinterland milanese, ha voluto con sé su palco Marco Tizzoni, l'uomo che ha detto no nel 2011 ai voti dell'ndrangheta {che sarebbero poi risultati decisivi per vincere un comune popoloso e soprattutto strategico per l'Expo quale Rho), affidandogli l'incarico di mettere insieme una lista di persone che si sono impegnate nella lotta alla criminalità organizzata e in quella alla corruzione e al malaffare.
Da qui la necessità di voltare drasticamente pagina, per sempre, per evitare che mai più le cosche dell'ndrangheta possano tentare di infiltrarsi ai massimi livelli istituzionali della Regione più importante d'Europa. Ma non c'è solo la lotta al tentativo di aggressione da parte di Cosa Nostra, soprattutto alla luce di un evento di grande rilevanza quale l'Expo del 2015. In Lombardia non dovranno mai più esserci assessori o consiglieri regionali che finiscono in manette per corruzione, tangenti, voto di scambio ecc. ecc. Fuori i mafiosi e fuori i corrotti e gli affaristi. Fuori chi è già nel Palazzo Pirelli e fuori chi pensa di entrare. Per questo Maroni tiene a sottolineare che non solo utilizzerà la ramazza se verrà eletto governatore ma anche l' importanza di intervenire a monte, con le liste pulite anche in questo caso a suon di ramazza, senza attendere che da Roma approvino il decreto sulle incandidabilità che precluderebbe la possibilità di candidarsi a chi è stato condannato ad almeno due anni con sentenza definitiva. Per questo Maroni è tranciante: «Liste pulite? applicheremo la ramazza anche se il decreto del governo non sarà operativo». Pulizia nei fatti. Questa la priorità e l'impegno che pubblicamente si è assunto Roberto Maroni, che nei giorni scorsi, in un comizio a Lainate, nell'hinterland milanese, ha voluto con sé su palco Marco Tizzoni, l'uomo che ha detto no nel 2011 ai voti dell'ndrangheta {che sarebbero poi risultati decisivi per vincere un comune popoloso e soprattutto strategico per l'Expo quale Rho), affidandogli l'incarico di mettere insieme una lista di persone che si sono impegnate nella lotta alla criminalità organizzata e in quella alla corruzione e al malaffare.

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