martedì 6 novembre 2012

Maroni prepara la ramazza per far PULIZIA AL PIRELLONE


“Fabrizio Carcano”
“La Padania 06.11.2012”


L’inchiesta sulla Regione Lombardia trasmessa domenica sera da Report mi ha rafforzato nella convinzione che il prossimo governatore dovrà usare la 'ramazza' e fare pulizia, a partire dai piani alti del Pirellone. Sono assolutamente d'accordo sulle liste pulite, applicheremo la ramazza anche se il decreto del governo non  sarà operativo». Pulizia in Lombardia. Ai suoi piani alti. Parole chiare e inequivocabili quelle di Roberto Maroni - l'uomo che da ministro degli Interni ha inferto i più duri colpi mai subiti dalle organizzazioni criminali, arrestando 28 dei 30 più pericolosi latitanti di Cosa Nostra, e confiscando beni per decine di miliardi di euro alle cosche - che ha indicato nella pulizia uno dei due paletti imprescindibili {l'altro è l'autonomia che si traduce nella grande euroregione del Nord che tratterrebbe sul suo territorio il 75% delle tasse pagate dai propri cittadini} intorno ai quali costruire la piattaforma programmatica. Pulizia che, alla luce anche di quanto mostrato domenica sera dalla trasmissione di Rai3, 'Report' , in una puntata intitolata il 'Papa Re', totalmente incentrata sul cosiddetto 'sistema Lombardia' che si sarebbe venuto a creare nell'arco dei 17 anni consecutivi di guida di Roberto Formigoni e sui tanti scandali giudiziari che hanno coinvolto il Pirellone, il suo consiglio regionali e la sua giunta, con 13 indagati e l'onta degli arresti o persino delle condanne di alcuni esponenti del Pdl. Un vulnus inaccettabile per una regione quale la Lombardia che si è sempre contraddistinta, rispetto ad altre regioni, proprio per valori come la laboriosità, la produttività e appunto la trasparenza.
Da qui la necessità di voltare drasticamente pagina, per sempre, per evitare che mai più le cosche dell'ndrangheta possano tentare di infiltrarsi ai massimi livelli istituzionali della Regione più importante d'Europa. Ma non c'è solo la lotta al tentativo di aggressione da parte di Cosa Nostra, soprattutto alla luce di un evento di grande rilevanza quale l'Expo del 2015. In Lombardia non dovranno mai più esserci assessori o consiglieri regionali che finiscono in manette per corruzione, tangenti, voto di scambio ecc. ecc. Fuori i mafiosi e fuori i corrotti e gli affaristi. Fuori chi è già nel Palazzo Pirelli e fuori chi pensa di entrare. Per questo Maroni tiene a sottolineare che non solo utilizzerà la ramazza se verrà eletto governatore ma anche l' importanza di intervenire a monte, con le liste pulite anche in questo caso a suon di ramazza, senza attendere che da Roma approvino il decreto sulle incandidabilità che precluderebbe la possibilità di candidarsi a chi è stato condannato ad almeno due anni con sentenza definitiva. Per questo Maroni è tranciante: «Liste pulite? applicheremo la ramazza anche se il decreto del governo non sarà operativo». Pulizia nei fatti. Questa la priorità e l'impegno che pubblicamente si è assunto Roberto Maroni, che nei giorni scorsi, in un comizio a Lainate, nell'hinterland milanese, ha voluto con sé su palco Marco Tizzoni, l'uomo che ha detto no nel 2011 ai voti dell'ndrangheta  {che sarebbero poi risultati decisivi per vincere un comune popoloso e soprattutto strategico per l'Expo quale Rho), affidandogli l'incarico di mettere insieme una lista di persone che si sono impegnate nella lotta alla criminalità organizzata e in quella alla corruzione e al malaffare.  

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