venerdì 21 novembre 2014

Manifestazione a San Zenone al Lambro - Sabato 22 novembre ore 10.

Domani, sabato 22 novembre dalle ore 10 davanti all’Hotel Ambra in via I° Maggio a San Zenone al Lambro organizziamo una manifestazione per dire stop all’immigrazione clandestina.
Programma della giornata:

Ore 10 ritrovo in via 1' Maggio
Ore 11 interventi politici


Saranno presenti:
Responsabile immigrazione Toni Iwobi
Onorevoli Guido Guidesi, Marco Rondini, Paolo Grimoldi e Stefano Borghesi
Consiglieri regionali Pietro Foroni e Jari Colla
Segretari Provinciali Igor Iezzi, Davide Boni, Riccardo Pase e Flavio Parmesani

e tanti altri esponenti politici del territorio
Sarà allestita un area ristoro !!!

“Saremo in tantissimi a dire stop a questa forma di razzismo al contrario – dichiara il consigliere regionale Pietro Foroni – L’Hotel Ambra rappresenta uno dei molti esempi di strutture occupate da centinaia di profughi che vengono mantenuti dalla Stato, questo, mentre aumentano i cittadini italiani e lombardi che non riescono ad arrivare a fine mese.
Una struttura fallita e sottoposta a sequestro giudiziario, recuperata per offrire i migliori servizi a profughi accolti nel nostro paese dalla scellerata operazione mare nostrum. Un business solo per gli scafisti e i mercanti di uomini, quando ci sono alluvionati senza casa e migliaia di giovani, di disoccupati di famiglie e anziani che non riescono ad arrivare a fine mese o addirittura che vivono condizioni di povertà assoluta”.

“Il calcolo è presto fatto – spiega il consigliere regionale Jari Colla – 30 euro al giorno per 150 profughi ospitati nella struttura dallo scorso 1° luglio fanno oltre 600mila euro, senza contare tessere telefoniche e costi di assistenza. Sabato allestiremo presidi anche sulla via Emilia e protesteremo insieme ai nostri parlamentari e ai tantissimi cittadini stanchi di questa insopportabile situazione. Dei 150 mila presunti profughi sbarcati nel 2014, solo il 6% risulta effettivamente titolare di questo status, gli altri quindi sono clandestini e irregolari. Come tali vanno quindi espulsi e non mantenuti coi soldi dei cittadini italiani messi già in difficoltà dalla crisi”.

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