“Iva
Garibaldi”
“La
Padania 25.02.2014”
Von Renzi nur Rauch «da Matteo Renzi solo fumo. Matteo Salvini glielo dice d i rettamente in tedesco al neo presidente del Consiglio che ieri ha parlato per oltre un 'ora a Palazzo Madama pe r eh i edere la fiducia. Ottanta cinque minuti di vuoto. Eppure un messaggio c'era. Nascosto e diretto al cancelliere Angela Merkel. Tanto va le, allora, parlare direttamente in tedesco così da essere immediatamente comprensibile al vero governo che controlla l'Italia: il cancelliere-premier appunto e i grandi banchieri di Bruxelles suoi ministri. Ecco il testo completo della nota: «Uber Euro, Immigration und Foderalismus, von Herrn Renzi nur viel Rauch: 1,10 Stunde verschwendet. Was alle verstanden haben ist, dass Herr Renzi die Staatsanleihen versteuern wird, um Deutschland und Bruxelles noch einen Gefallen zu tun" («Su euro, immigrazione e federalismo dal signor Renzi - dice Salvini - solo tanto fumo, un'ora e 10 di tempo sprecato. Quello che tutti hanno capito è che il signor Renzi tasserà i Bot per fare l'ennesimo favore alla Germania e a Bruxelles». Fin da subito il segretario del Carroccio aveva detto come la pensa rispetto al discorso del premier : «I giornalisti mi chiedono un commento al discorso di Renzi. Ci penso - scrive su facebook - commentare un'ora di fumo e crauti non è facile». «Per ora preferisco mandare un abbraccio e una preghiera a un tassista, morto a Milano mentre faceva il suo lavoro» conclude il segretario leghista riferendosi al taxista morto ieri dopo un'aggressione. Al Senato, al momento del voto, la parola è affidata a Massimo Bitonci: «La Lega Nord vota no alla fiducia. Il discorso di Renzi - dice il capogruppo del Carroccio a palazzo Madama - è stato deludente. Più di un'ora di chiacchiere senza dare una sola risposta. Avremmo voluto sentir parlare di esenzioni per alluvionati e terremotati, del problema dei frontalieri, di Expo, di proposte per le migliaia di imprese che fuggono all'estero, ma evidentemente quello del nuovo premier è un non programma. C'è chi ha il 'non-statuto' e da oggi Renzi inaugura una nuova stagione: quella dei governi con un 'non-programma». Forse Renzi non è ben informato su come stanno le cose: «Dopo Monti e Letta - dice Bitonci - ci sono 3,2 milioni di disoccupati, 671.000 giovani senza lavoro 41%, 9,5 milioni di cittadini sotto la sogli a di povertà, 7,2 milioni che vivono con meno di mille euro al mese, 1 miliardo di ore di cassa integrazione, 14.300 imprese fallite nel 2013. Sono 40 al giorno». Ancora: «C'è un debito pubblico al 134% pari a 2.080 miliardi, il secondo in Europa , 800 miliardi di spesa pubblica. Investimenti infrastrutturali praticamente assenti, costi standard per la pubblica amministrazione, federalismo fiscale bloccato con una spending review solo annunciata. Nei rapporti con le imprese solo Grecia e Malta fanno peggio di noi». Ma su questo da parte di Renzi non è stata detta nemmeno una parola. Così come nessuna soluzione è arrivata per rispondere alla burocrazia che «costa al sistema imprenditoria le 31 miliardi di euro: mediamente 7.000 euro all'anno per ogni azienda, signor Presidente, mentre l'Italia, si colloca solo al 15° posto a livello Ue, nella classifica di dove è più facile fare impresa». Per Raffaele Volpi Renzi è «stato imbarazzante. Difficile commentare il nulla. Meglio di lui avrebbe fatto persino Crozza». Anche per Sergio Divina «da Renzi abbiamo ascoltato un discorso da bar - dice Se avesse veramente coraggio , avrebbe detto che le regole europee e l'euro hanno ammazzato la nostra economia. Invece, nel suo discorsetto, non c'è stato nulla di coraggioso o innovativo».

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