“La Padania 09.12.2013”
Arriva alle 10.30, sorride a tutti, stringe qualche mano, si ferma a fare le foto di rito con i militanti. Roberto Maroni vota al seggio di Varese mostrando, come ogni
militante, la tessera e la carta d' identità. •Tessera numero 2• tiene a
precisare, mentre si guarda in giro e fa qualche battuta sulle fotografie e i manifesti
che tappezzano le pareti della sede storica della Lega, come lui stesso
sottolinea. Governatore Maroni, quale significato ha questo confronto per il
Movimento? •È la prima volta che succede qualcosa del genere nel nostro
Movimento. Questa decisione è stata presa a settembre e sta avendo un buon
successo: la gente viene a votare con entusiasmo. Per la prima volta si sceglie
il Segretario ed è il segno che si va verso un'epoca di rinnovamento. Stiamo andando
verso il futuro, e ci stiamo andando ancora una volta da protagonisti•. Qual
è la prima mossa che suggerisce al suo successore? •Venire nel mio ufficio
che gli passo le consegne• ironizza il Governatore lombardo, che poi si fa
serio e aggiunge:
•Il Segretario sa bene cosa fare. Occorre consolidare la
nostra identità e lavorare per prepararsi alle elezioni amministrative ed
europee. E poi portare avanti la battaglia per uscire dall'euro seguendo
un'ottica euro-critica, che è ben diverso da euro-scettica•. In che senso è
diverso? •Nel senso che noi siamo per l'Europa, ma non per questa Europa•. Vittorio
Feltri ha detto che alla Lega occorre riaccendere un sogno. È d'accordo? •Matteo
è molto bravo a muovere gli animi e la gente. Il sogno non si è mai spento,
ma occorre far lo diventare realtà. Possiamo contare sulla forza di molti
uomini, molte donne e soprattutto molti giovani. Dalla nascita della Lega, nel
1991, Umberto Bossi ha fatto la storia ed è una storia straordinaria.
Ora bisogna fare largo ai giovani senza dimenticare i "vecchi" che
hanno la saggezza e l'esperienza•. La Lega può recuperare i delusi e
allargare i consensi? •Nella vita ci sono varie fasi: c'è il momento della battaglia
e quello del riflusso. Ora ci sono le condizioni per tornare in prima linea. Il
problema del Nord c'è ed è un problema reale. L'altro giorno abbiamo fatto un
altro passo avanti sui costi standard per la Sanità. Abbiamo fatto per la prima
volta un accordo con il Veneto: con la Macroregione del Lombardo-Veneto le
Regioni benchmark hanno fatto un passo storico•. A proposito di
Macroregione, quali sono i prossimi passi in questa direzione? •Presto a
Milano si incontreranno i rappresentanti delle sette Regioni del Nord in vista
del Consiglio d'Europa per la costruzione
della Macroregione Alpina. La storia va in questa direzione e noi siamo nella
storia. Lo siamo sempre stati, anzi si può dire che la storia l'abbiamo anticipata.
Continueremo a farlo•.
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