“Iva garibaldi”
“La Padania 24.04.2013”
«Siamo
all'opposizione». Roberto Maroni, al termine delle consultazioni con il
presidente della Repubblica non lascia spazi a dubbi su quale sarà la posizione
del movimento rispetto al Governo che sta per formarsi. «Non siamo interessati
a partecipare a questo Governo» ha annunciato il segretario federale che ieri
pomeriggio si è recato al Colle insieme ai capigruppo Giancarlo Giorgetti e
Massimo Bitonci per esporre al neo presidente Giorgio Napolitano le
richieste del Carroccio sull'Esecutivo
che sta per formarsi. Resta il no secco e deciso della Lega Nord a Giuliano
Amato premier. Stessa linea se il presidente Napolitano dovesse indicare come
nuovo capo del Governo una figura in qualche modo assimilabile a Mario Monti.
Insomma la Lega è tornata a chiedere un Governo politico, definito, che si
prenda le proprie responsabilità. Ma che
soprattutto un Governo che arrivi in fretta, già questa settimana. «Noi
auspichiamo - ha detto ancora Maroni - che il Governo nasca rapidamente e che
sia a guida politica per dare risposte al Paese». La Lega in ogni caso, non è interessata
partecipare a un Governo di questo tipo» nel quale ci sia come presidente del Consiglio
designato Giuliano Amato o un tecnico come Monti.
«Noi abbiamo chiesto che il prossimo Esecutivo - ha spiegato Maroni - abbia tre priorità. Prima di tutto che si occupi del lavoro e che crei occupazione. In secondo luogo deve riuscire a creare ricchezza che deve essere trattenuta sul territorio che l'ha prodotta per abbassare la pressione fiscale nei confronti di imprese e famiglie». Le priorità indicate dal segretario Maroni, del resto, sono le stesse che ieri sono emerse al termine delle lunghe audizioni che si sono svolte nelle commissioni speciali riunite al Senato per esaminare il Def, l'ultimo documento di questo Governo Monti che probabilmente potrà esser messo in soffitta molto presto. Intanto c'è attesa per la decisione di Napolitano che, molto probabilmente, non arriverà prima di questa mattina. «Durante il colloquio - ha detto ancora Maroni - con il presidente Napolitano non sono stati fatti nomi, comunque a noi non interessa entrare in una composizione guidata da Giuliano Amato o da un altro rappresentante assimilabile a Mario Monti. Per noi sarebbe impossibile dare sostegno a un Governo di questo genere». In ogni caso il segretario del Carroccio ha sottolineato l'importanza che un Esecutivo si formi in fretta. «Un esecutivo dovrà esserci in questa settimana - ha rimarcato Maroni nella breve conferenza stampa che segue l'incontro con il Capo dello Stato - ci sono tanti nomi, abbiamo già espresso anche simpatie per uno o l'altro al quale è possibile, secondo noi, attribuire il mandato. Però non sta a noi dare indicazioni, decide il Capo dello Stato a cui abbiamo detto che un governo Amato o Monti avrebbe il no pregiudiziale della Lega. Detto questo, l'importante ora è fare in fretta». Il fare presto è un imperativo categorico per il Carroccio: «Noi lo diciamo da tempo. Ogni giorno che passa e noi ancora non abbiamo un Governo è un problema sempre più grave per il nostro Paese. Per noi tutto può concludersi in questa settimana. Dare l'incarico per la formazione di un Governo, fare il giuramento del premier e dei ministri e poi votare la fiducia in Parlamento». Così la prossima settimana, a oltre due mesi dalle votazioni potremmo avere un Esecutivo, e quindi un interlocutore anche per il Nord. «Noi abbiamo le nostre priorità - dice Maroni - e non sono cambiate. C'è la macroregione da realizzare e con essa la possibilità di trattenere sul territorio il 75% delle imposte. Su queste nostre priorità possiamo anche discutere, se no non possiamo sostenere questo tipo di Governo, non ci sono possibilità di equivoco. Napolitano ci ha ringraziato - nota il governatore della Lombardia - per la nostra schiettezza - e per noi meglio si fa un Governo e meglio è». Anche Luca Zaia ha bocciato l’ipotesi che il futuro premier possa essere Amato (su di lui abbiamo una pregiudiziale insuperabile) sia quella di un Governo tecnico («abbiamo visto quel che combinano i tecnici al potere. Insistere sarebbe da masochisti»). Per il presidente del Veneto «come in Germania e in Francia, si deve fare subito una governo di grande coalizione dove il collante tra i partiti sia il programma delle cose fare. Non sta a me dire se la Lega vi entrerà o no. Lo deciderà Maroni». E Maroni l'ha detto chiaramente: no pregiudiziale a Monti e Amato. E Renzi? Maroni ha ribadito che i nomi li fa Napolitano. Flavio Tosi, da parte sua che «come sindaco mi piacerebbe che il Capo dello Stato considerasse l'ipotesi di affidare l'incarico di premier Renzi, considerando quanto oggi i sindaci rappresentino in termini di vicinanza ai cittadini e di rinnovamento».
«Noi abbiamo chiesto che il prossimo Esecutivo - ha spiegato Maroni - abbia tre priorità. Prima di tutto che si occupi del lavoro e che crei occupazione. In secondo luogo deve riuscire a creare ricchezza che deve essere trattenuta sul territorio che l'ha prodotta per abbassare la pressione fiscale nei confronti di imprese e famiglie». Le priorità indicate dal segretario Maroni, del resto, sono le stesse che ieri sono emerse al termine delle lunghe audizioni che si sono svolte nelle commissioni speciali riunite al Senato per esaminare il Def, l'ultimo documento di questo Governo Monti che probabilmente potrà esser messo in soffitta molto presto. Intanto c'è attesa per la decisione di Napolitano che, molto probabilmente, non arriverà prima di questa mattina. «Durante il colloquio - ha detto ancora Maroni - con il presidente Napolitano non sono stati fatti nomi, comunque a noi non interessa entrare in una composizione guidata da Giuliano Amato o da un altro rappresentante assimilabile a Mario Monti. Per noi sarebbe impossibile dare sostegno a un Governo di questo genere». In ogni caso il segretario del Carroccio ha sottolineato l'importanza che un Esecutivo si formi in fretta. «Un esecutivo dovrà esserci in questa settimana - ha rimarcato Maroni nella breve conferenza stampa che segue l'incontro con il Capo dello Stato - ci sono tanti nomi, abbiamo già espresso anche simpatie per uno o l'altro al quale è possibile, secondo noi, attribuire il mandato. Però non sta a noi dare indicazioni, decide il Capo dello Stato a cui abbiamo detto che un governo Amato o Monti avrebbe il no pregiudiziale della Lega. Detto questo, l'importante ora è fare in fretta». Il fare presto è un imperativo categorico per il Carroccio: «Noi lo diciamo da tempo. Ogni giorno che passa e noi ancora non abbiamo un Governo è un problema sempre più grave per il nostro Paese. Per noi tutto può concludersi in questa settimana. Dare l'incarico per la formazione di un Governo, fare il giuramento del premier e dei ministri e poi votare la fiducia in Parlamento». Così la prossima settimana, a oltre due mesi dalle votazioni potremmo avere un Esecutivo, e quindi un interlocutore anche per il Nord. «Noi abbiamo le nostre priorità - dice Maroni - e non sono cambiate. C'è la macroregione da realizzare e con essa la possibilità di trattenere sul territorio il 75% delle imposte. Su queste nostre priorità possiamo anche discutere, se no non possiamo sostenere questo tipo di Governo, non ci sono possibilità di equivoco. Napolitano ci ha ringraziato - nota il governatore della Lombardia - per la nostra schiettezza - e per noi meglio si fa un Governo e meglio è». Anche Luca Zaia ha bocciato l’ipotesi che il futuro premier possa essere Amato (su di lui abbiamo una pregiudiziale insuperabile) sia quella di un Governo tecnico («abbiamo visto quel che combinano i tecnici al potere. Insistere sarebbe da masochisti»). Per il presidente del Veneto «come in Germania e in Francia, si deve fare subito una governo di grande coalizione dove il collante tra i partiti sia il programma delle cose fare. Non sta a me dire se la Lega vi entrerà o no. Lo deciderà Maroni». E Maroni l'ha detto chiaramente: no pregiudiziale a Monti e Amato. E Renzi? Maroni ha ribadito che i nomi li fa Napolitano. Flavio Tosi, da parte sua che «come sindaco mi piacerebbe che il Capo dello Stato considerasse l'ipotesi di affidare l'incarico di premier Renzi, considerando quanto oggi i sindaci rappresentino in termini di vicinanza ai cittadini e di rinnovamento».

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