lunedì 22 aprile 2013

LO SCENARIO: Nuovo esecutivo ENTRO IL 25 APRILE


“Simone Girardin”
“La Padania 22.04.2013”

Riconfermato Giorgio Napolitano al Quirinale (la prima volta nella storia di questo Paese per un presidente uscente) a causa della gravissima crisi di sistema regalataci dal Pd, ora i riflettori sono tutti puntati sulla nascita del nuovo Governo. L'asse da cui - stando così le cose - scaturirà il prossimo Esecutivo, o se preferite "Governo di scopo", è quello formato dai partiti che l'hanno votato: Pdl, Lega, montiani e Pd. Con ogni probabilità partirà dalla base programmatica uscita dal lavoro dei dieci saggi, che potrebbero anche comporre il nuovo Esecutivo. Una sorta di Montibis con in più, forse, il Carroccio (alla Lega non interessano però poltrone quanto un governo che possa dialogare con le Regioni). Guidato da chi? Spuntano i nomi di Enrico Letta e Giuliano Amato. Ma viste le non poche sorprese di questi ultimi giorni impossibile non essere cauti e attendere i fatti. Di sicuro basterebbero pochissimi giorni per formare il nuovo Governo. Ecco perché si annuncia una settimana di fuoco per re Giorgio che grazie al fatto di essere ancora nella pienezza dei suoi poteri potrà velocizzare notevolmente tutte le procedure necessarie per entrare nella funzionalità dei suoi uffici. L'obiettivo è quello di chiudere il capitolo governo entro la festività del 25 aprile.
Tradotto: lunedì 22 aprile discorso alla Camere. Martedì 23 al via le  consultazioni, inevitabili per sondare le forze politiche e i loro orientamenti dopo aver sgombrato il campo dal macigno del voto per il Colle. Andare oltre questa data significherebbe inoltre rendere impossibili le elezioni a giugno, come alcuni vorrebbero. C'è però la grana delle cerimonie previste per l'insediamento di un presidente della Repubblica non sono poche. Con tutta probabilità in questa occasione speciale, cioè il primo bis presidenziale nella storia della repubblica, Napolitano taglierà tutto il tagliabile. Di sicuro Napolitano ha accettato il reincarico in vista di un accordo complessivo su un governo, e su un pacchetto di riforme istituzionali, a partire dalla legge elettorale. Ed è proprio del governo che si è parlato anche ieri, nell'incontro non previsto con Berlusconi. L'idea è di costruire un esecutivo del presidente con dentro i dieci saggi come ministri, più qualche personalità che dia il senso di rinnovamento e parli all'opinione pubblica: «I saggi e il resto donne» è la formula sbrigativa che trapela da palazzo Grazioli. Ecco, il voto a Napolitano è sul governo. Alla Camera Scelta civica di Monti ieri già ragionava su schema e caselle del prossimo Governo del Presidente, un esecutivo nel quale si punta ad avere un vice premier, due o tre ministri, qualche sottosegretario. L'auspicio dei montiani è che l'incarico vada ad Enrico Letta più che a Amato. Il Premier? Sarà «politico con una forte componente tecnica», caratteristiche di cui Letta, ex ministro per le Politiche industriali, certo non difetta. Soprattutto, con lui Premier, lo schema secondo i civici potrebbe prevedere che sia Mario Mauro, già nella Commissione di saggi incaricati da Napolitano di elaborare una piattaforma programmatica dopo lo stallo post voto sul Governo. Poi i ministri: Monti magari agli Esteri, la Cancellieri confermata all'Interno. E il Pd? Vorrà occupare qualche casella. Renzi? Difficile. Dovrà prendere le redini del partito in vista delle elezioni. Quanto a Berlusconi, l'ex premier cercherà di piazza re solo uomini di sua massima fiducia. Per la Lega una sola condizione: che il nuovo Esecutivo non sia a guida Amato.   

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