mercoledì 27 marzo 2013

Sanità, imprese e trasporti: queste le priorità della Lega

“Iva Garibaldi”
“La Padania 27.03.2013”

Era scuro in volto il presidente incarico Pierluigi Bersani quando è entrato nella sala dove ad attenderlo da pochi minuti c'erano i governatori nell'ambito delle consultazioni di rito sul possibile Governo. In prima fila un emozionato Roberto  Maroni , neopresidente della Lombardia insieme con i governatori Luca Zaia e Roberto Cota che hanno portato le istanze  del Nord a Bersani. Prima della riunione con Bersani i presidenti si sono lunga mente confrontati tra loro sui punti da  portare al presidente incaricato. «Abbiamo discusso – ha detto Maroni al termine dell' incontro - dei problemi delle  regioni, di tutte le questioni in sospeso da presentare al presidente incaricato che sono in primo luogo la sanità, i trasporti, il patto di stabilità, la cassa integrazione in deroga e i debiti della PA nei confronti delle imprese che stanno soffrendo e  stanno chiudendo e rischiano il fallimento per questo». Maroni ha pure spiegato che «tutti questi punti sono stati discussi  e condivisi e li presenteremo a Bersani vogli amo sentire che risposte ha perché queste sono vere e proprie emergenze per  noi».
«Questi problemi valgono per tutte le regioni – ha sottolineato il governatore della Lombardia – dalla discussi o ne  che ho avuto modo di sentire per me era l'esordio e sono emozionato tutti coloro che sono intervenuti hanno sottolineato  queste questioni che sono largamente condivise tra le regioni questo è un bene perché l'unione fa la forza». La soluzione,  ribadisce Maroni è sempre la realizzazione del federalismo fiscale. «Occorre l'attuazione del federalismo fiscale che è stata una delle lacune del Governo Monti dobbiamo procedere rapidamente nella direzione dei costi standard perché questo è l'unico modo per risparmiare risorse e reinvestirle in molte regioni tra cui Lombardia, Piemonte e Veneto. Hanno fatto  bene il loro lavoro, risparmiato e dimostrato che si possono ridurre i costi e quindi l'attuazione dei costi standard è  fondamentale. Serve ridurre la spesa pubblica, si può spendere meno e spendere meglio purtroppo questa legge è stata bloccata dal governo Monti e su questo chiederemo a Bersani un impegno preciso». Un impegno che magari potrebbe  tradursi anche attraverso la formazione di una commissione ad hoc che si occupi principalmente di riforme, a cominciare dal federalismo, opera incompiuta per colpa e responsabilità del Governo Monti. Precisa e puntuale come sempre anche  l'analisi di Zaia. «Le nostre grandi preoccupazioni riguardano il Patto di stabilità, gli ammortizzatori sociali, la sanità. E chiediamo più autonomia alle Regioni». Zaia ha anche fatto riferimento al patto di stabilità e ai suoi vincoli che stanno  strozzando le piccole e medie imprese che attendono di essere pagate dalla pubblica amministrazione. «Il Veneto - ha  ricordato Zaia - ha un miliardo e 300 milioni bloccati dal Patto di stabilità e 429 giorni è il tempo medio per il pagamento delle fatture alle imprese. Tutto questo a causa degli effetti del Patto di stabilità». Un paio d'ore prime, Zaia prima di  entrare alla riunione in via Parigi ha sottolineato che «Spero che a questa seduta della Conferenza dei presidenti si parli di  Regioni: la Macroregione è la vera sfida, per noi è una partita irrinunciabile». «Ogni anno - ha aggiunto – il Veneto lascia  18 miliardi a Roma che non vengono investiti per il rilancio né per creare occupazione al sud ma vengono sprecati in mille  rivoli. Non c'è quindi nemmeno la giustificazione della solidarietà. Se si applicassero i costi della Pubblica amministrazione del Veneto a tutta Italia si avrebbero risparmi per 30 miliardi. C'è quindi una deliberata volontà di non far cessare gli  sprechi». Zaia ricorda che oltre 700 imprese hanno lasciato il Veneto per andare in paesi vicini all'Italia «dove pagano tasse più basse ed hanno una burocrazia più semplice; in questo modo 13 mila posti di lavoro sono stati persi». L'incontro con  Bersani è poi durato meno di mezz'ora. Al centro della discussione con la delegazione guidata dal presidente Vasco Errani le preoccupazioni delle regioni sulle questioni della sanità, dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle  imprese, il nodo irrisolto dei trasporti. Con il governo Monti, ha ricordato Roberto Cota al termine dell'incontro con Bersani, «Ci sono stati problemi gravi di rapporti tra Esecutivo e sistema degli Enti locali». «Questo ultimo Governo ha adottato una linea con la quale i problemi sono stati scaricati sugli enti locali», ha proseguito Cota. Di qui la richiesta delle Regioni al nuovo Governo di maggiore collaborazione con le Autonomie locali. «Abbiamo tre questioni importanti da affrontare: le risorse insufficienti per la sanità ed i trasporti e il tema degli ammortizzatori sociali in deroga» Il presidente leghista ha sottolineato che «siamo per premiare le realtà che stanno attuando riforme -ha aggiunto Cota - noi in Piemonte  abbiamo subito più di altri la crisi industriale e l'inasprimento della pressione fiscale del Governo Monti ha fatto sentire gli effetti negativi». Da parte loro, le Regioni chiedono al prossimo governo un pacchetto di misura per fronteggiare la crisi. «Occorre rinviare al 2014 la Tares, intervenire sull'aumento dell'Iva, rivedere l'lmu sulla prima casa e affrontare il tema dell'alleggerimento dell'Irap in relazione all'intensità di lavoro», spiega Errani, a nome delle Regioni, al termine della  consultazione con Pier Luigi Bersani alla Camera. Accompagnato tra gli altri proprio dai governatori leghisti Maroni, Zaia e Cota e da Nichi Vendola, Gianni Chiodi e Vito De Filippo, il presidente della Conferenza sottolinea poi un punto che  «abbiamo continuato a chiedere all'attuale governo» e che riguarda la «sanità. C'è stata una riduzione di 1 miliardo del fondo sanitario dal 2012 al 2013, un dato insostenibile che produrrebbe, se non modificato, una progressiva deriva di tutte regioni verso il default. Chiediamo che venga ristabilito il fondo sanitario nazionale, siamo pronti a ridefinire il patto della  salute e siamo disponibili a una reale spending review non come quella vista in questi mesi» . Infine i governatori chiedono una «ridefinizione del patto di stabilità delle regioni» per fare «investimenti concordati in un rapporto con il governo nazionale capace di affrontare le questioni più urgenti» . Infine, conclude Errani, «siamo disponibili a contrastare il credit crunch».

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