mercoledì 6 febbraio 2013

MPS, si spulcia tra agende email Nuovi filoni tra San Marino e il Vaticano


“La Padania 06.02.2013”

Porta a San Marino uno dei filoni di inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena. Si intensifica così di ora in ora l'azione dei magistrati e all'esame della Procura ci sono numerosi documenti, in particolare agende e corrispondenza acquisita dai computer sequestrati agli ex vertici dell'istituto di credito senese. L'inchiesta ruota attorno all'acquisizione di  Antonveneta e alle varie operazioni di acquisto di derivati. I pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso vogliono capire il ruolo dei manager della banca nei mesi del 2007, quando si perfezionava l'acquisizione di Banca Antonveneta da parte del Gruppo Santander di Madrid per 9,5 miliardi. Tra il materiale a disposizione degli inquirenti anche un' informativa delle Fiamme Gialle, dove si fa riferimento a una mail inviata nel 2007 dal vicedirettore generale di Mps, Giuseppe Manzi, mail in cui si segnalavano perplessità in merito all'operazione di Antonveneta e che di fatto inchioda l'ex classe dirigente della banca, che decise di comprare Antonveneta nonostante le "criticità" sconsigliassero di acquistare dagli spagnoli del Banco di Santander a tre miliardi di euro in più di quanto pagato dall'istituto spagnolo due mesi prima.
Gli inquirenti,  tuttavia, non sono riusciti a ricostruire tutti i messaggi tra i diversi protagonisti dell'affare Antonveneta, perché, nell'ambito di un'a l tra inchiesta senese, dalla memoria del computer di Mussari sono state "volontariamente rimosse" tutte le email in entrata e in uscita tra giugno e ottobre dello stesso anno. Seguono invece un altro filone gli inquirenti che ieri hanno incontrato i colleghi di Forlì dai quali hanno ricevuto lo stralcio di un' indagine che nel 2009 portò ad arresti nei  confronti dei vertici della Cassa di risparmio di San Marino, col coinvolgimento della filiale Mps di Forlì. La vicenda portò a quel tempo all'emissione di alcune misure cautelari. L'intreccio quindi si fa più fitto: dopo che l'ex presidente Giuseppe Mussari, presentandosi l'altro ieri in procura si è detto disponibile a rispondere a tutte le domande degli inquirenti, rinviando però l'interrogatorio a causa di un impegno di uno dei suoi difensori, oggi comparirà davanti ai magistrati l'ex direttore generale di Mps, Antonio Vigni. E per oggi è convocato anche il consiglio di amministrazione della banca, chiamato a "disinnescare" la mina derivati. L'appuntamento servirà a quantificare il danno derivante dal portafoglio  derivati e titoli di Stato che, secondo le previsioni, potrebbe portare la banca a chiudere l'esercizio con oltre 700 milioni di  perdite sui derivati. E nell'affaire MPS entra in gioco anche la banca Vaticana: per fare luce sul ruolo della banca vaticana nella bufera Mps gli inquirenti romani hanno sentito ieri come testimone il giornalista Paolo Mondani, che, in un suo articolo fa riferimento ad un testimone, dipendente vaticano, il quale avrebbe detto che presso la sede dello lor si  sarebbero "svolte importanti e delicate riunioni per la costruzione dell'operazione Antonveneta". Il Vaticano, tuttavia,  smentisce ed «esclude che dirigenti del Montepaschi abbiano avuto possesso di fondi presso lo Ior» .

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