“Anfrea Ballarin”
“La Padania 14.02.2013”
Basta
fumo, aveva ammonito qualche minuto prima il presidente di Confindustria, Giorgio
Squinzi, in collegamento telefonico, la politica passi dalle parole ai
fatti. La collera è tanta, nelle sale di Palazzo Mezzanotte, a Milano, ci sono almeno un migliaio di persone, tra
imprenditori, operatori, professionisti del mondo delle costruzioni ad
ascoltare i relatori che si passano il testimone sul pulpito. In discussione
c'è la crisi di un settore diretto a mille all'ora verso il precipizio, ci sono
le testimonianze di decine e decine di esseri umani costretti al fallimento. Alcuni
di loro non sono riusciti ad arrivare, ieri,
in Piazza degli Affari, a due passi dal Duomo. Non c'entra l'efficienza dei mezzi
pubblici. Si sono ammazzati prima di riuscire
a partecipare alla "Giornata della Collera", nelle settimane scorse,
nei mesi scorsi, quando i debiti hanno strozzato le loro imprese e le loro famiglie. Per
vergogna, per disperazione, stremati, hanno deciso di farla finita. La collera
è tanta e, dopo le parole sferzanti di Squinzi, è ancora più difficile assumere
impegni. Eppure Roberto Maroni, candidato alla guida del Pirellone, segretario federa le del
Carroccio, non si sottrae a un ruolo – in questo contesto e con queste
condizioni – ancor più difficile del solito. Coglie l'appello di Squinzi («Alla
politica chiediamo interventi concreti e coraggiosi») e spiazza tutti. «Ho
proposto all'Anci - inizia a spiegare Maroni – un accordo da fare subito, con
la Regione Lombardia, il sistema delle Aler e le banche che fossero interessate
per rilevare l' ingente patrimonio immobiliare invenduto».
«In Lombardia parliamo di 70mila alloggi - chiarisce Maroni e io ho proposto di rilevarne almeno 20mila nel corso della legislatura, da fare acquistare alle Aler o da prendere in affitto e mettere a disposizione dei giovani che vogliono sposarsi o avviare un'attività». «Si tratta di un'iniziativa - precisa Maroni - che riguarda sia il sostegno alla famiglia che all'attività edilizia, che è il motore primo di ripartenza dell'economia». Dall'applauso levatosi dalla platea, evidentemente la proposta di Maroni non deve essere sembrata una boutade elettorale. Il leader della Lega ha trovato, dunque, nuovi alleati, gente pronta ad ascoltare e ad essere ascoltata. Un principio, quest'ultimo,. che il "Bobo" ripropone, anche ai costruttori: «Non pretendo di conoscere ogni singolo problema - dirà poi a margine dell'incontro - mi informo, il metodo che seguo è quello del dialogo, dell'ascolto, del confronto». Il metodo funziona, Maroni ritorna sul principio degli appalti a "chilometro zero" e sulle opere assolutamente essenziali da completare entro Expo 2015. «Dobbiamo sicuramente rivedere la filosofia del "gigantismo degli appalti" - spiega Maroni -e consentire la possibilità di accesso anche alle piccole imprese, troppo spesso messe fuori mercato da quelle che arrivano da migliaia di chilometri di distanza e, poi, non mantengono gli impegni». «Le grandi sfide vanno affrontate - ha però evidenziato il segretario della Lega Nord - per questo entro la data d'inizio dell'Expo non possiamo correre il rischio di non realizzare le opere che sono già nel cronoprogramma. Prime tra tutte - ha specificato Maroni - la Pedemontana, la Brebemi e la Tem». «Senza dimenticare - ha, poi, concluso il leader del Carroccio – che anche il dopo Expo deve rappresentare un'opportunità, e le aree occupate per il grande evento dovranno diventare una risorsa per la Regione». Ma la giornata del segretario federa le non è terminata in piazza degli Affari. Nel primo pomeriggio, Maroni si è spostato in zona Duomo, ospite di Anci Lombardia e dell'amico Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente dell'associazione dei Comuni. E qui l'impegno per un ripensamento di quello che lo stesso Maroni ha definito "patto di stupidità", ovvero il "patto di stabilità" (dal primo gennaio scorso esteso anche ai Comuni con meno di 5mila abitanti) tanto contestato dai sindaci. Maroni si è impegnato a discutere del problema in maniera approfondita con l'Anci, formulando già la proposta che possa essere riorganizzato su base regionale, con maggiori possibilità di svincolare risorse che, oggi, non possono essere utilizzate dai Comuni. E per avere un'idea dei numeri, nella sola Lombardia sarebbero quattro miliardi di euro.
«In Lombardia parliamo di 70mila alloggi - chiarisce Maroni e io ho proposto di rilevarne almeno 20mila nel corso della legislatura, da fare acquistare alle Aler o da prendere in affitto e mettere a disposizione dei giovani che vogliono sposarsi o avviare un'attività». «Si tratta di un'iniziativa - precisa Maroni - che riguarda sia il sostegno alla famiglia che all'attività edilizia, che è il motore primo di ripartenza dell'economia». Dall'applauso levatosi dalla platea, evidentemente la proposta di Maroni non deve essere sembrata una boutade elettorale. Il leader della Lega ha trovato, dunque, nuovi alleati, gente pronta ad ascoltare e ad essere ascoltata. Un principio, quest'ultimo,. che il "Bobo" ripropone, anche ai costruttori: «Non pretendo di conoscere ogni singolo problema - dirà poi a margine dell'incontro - mi informo, il metodo che seguo è quello del dialogo, dell'ascolto, del confronto». Il metodo funziona, Maroni ritorna sul principio degli appalti a "chilometro zero" e sulle opere assolutamente essenziali da completare entro Expo 2015. «Dobbiamo sicuramente rivedere la filosofia del "gigantismo degli appalti" - spiega Maroni -e consentire la possibilità di accesso anche alle piccole imprese, troppo spesso messe fuori mercato da quelle che arrivano da migliaia di chilometri di distanza e, poi, non mantengono gli impegni». «Le grandi sfide vanno affrontate - ha però evidenziato il segretario della Lega Nord - per questo entro la data d'inizio dell'Expo non possiamo correre il rischio di non realizzare le opere che sono già nel cronoprogramma. Prime tra tutte - ha specificato Maroni - la Pedemontana, la Brebemi e la Tem». «Senza dimenticare - ha, poi, concluso il leader del Carroccio – che anche il dopo Expo deve rappresentare un'opportunità, e le aree occupate per il grande evento dovranno diventare una risorsa per la Regione». Ma la giornata del segretario federa le non è terminata in piazza degli Affari. Nel primo pomeriggio, Maroni si è spostato in zona Duomo, ospite di Anci Lombardia e dell'amico Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente dell'associazione dei Comuni. E qui l'impegno per un ripensamento di quello che lo stesso Maroni ha definito "patto di stupidità", ovvero il "patto di stabilità" (dal primo gennaio scorso esteso anche ai Comuni con meno di 5mila abitanti) tanto contestato dai sindaci. Maroni si è impegnato a discutere del problema in maniera approfondita con l'Anci, formulando già la proposta che possa essere riorganizzato su base regionale, con maggiori possibilità di svincolare risorse che, oggi, non possono essere utilizzate dai Comuni. E per avere un'idea dei numeri, nella sola Lombardia sarebbero quattro miliardi di euro.

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