venerdì 9 novembre 2012

Il Governo regala milioni ai Comuni spreconi del Sud e boccia gli aiuti a favore dei terremotati del Nord


“Simone Boiocchi”
“La Padania 09.11.2012”

Ancora una volta il Governo Monti, Governo a fortissima trazione Meridionale non perde occasione per mostrarsi quello che è: una sanguisuga nei confronti del Nord e un benefattore al Sud. L'ennesima beffa  per il Nord è infatti contenuta nel decreto sui costi della politica, quello sul quale ieri il Governo ha posto la fiducia che si è conclusa con 424 voti favorevoli, 78 contrari tra i quali il gruppo della Lega e 16 astenuti. «Ai Comuni in situazione di "pre-dissesto" finanziario ha attaccato duramente Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia -, la cancellazione delle sanzioni previste dal federalismo fiscale; a quelli in "rosso-cronico" il raddoppio dei fondi che passano così da 100 a 200 euro a cittadino; e ai terremotati emiliani poche briciole. Uno schifo!». «A Napoli il governo dei finti tecnici - ha aggiunto Rainieri - devolve 300 milioni. Ai Comuni emiliani devastati dai terremoti, alle famiglie che hanno perso case e lavoro, per non parlare di chi ha perso i propri cari e si ritrova così a fare i conti con una situazione due volte drammatica: le briciole. Una sorta di elemosina vergognosa e inconcepibile. Ma è mai possibile che ancora una volta questo governo a t azione Meridionale snobbi e sbeffeggi il Nord in questo modo? É il momento di dire basta, l'Emilia e il Nord sono stanchi di essere presi in giro».
Così, insomma, mentre a Napoli si festeggia tanto che il primo cittadino, Luigi de Magistris, sembrerebbe essersi "vantato" dell' incremento dello stanziamento lasciando intendere ai suoi interlocutori che il risultato raggiunto era ascrivibile solo a lui, l'Emilia continua ad attendere che il Governo si renda conto di quello che è accaduto lo scorso mese di maggio. Intanto nel capoluogo partenopeo una bella tarantella rallegra l'aria. quella che in Emilia il ricordo  del terremoto rende ancora troppo pesante... A ruota Giovanna Negro, parlamentare del Carroccio e sindaco di Arcole che ha spiegato come «il Governo premia i Comuni che sprecano e penalizza quelli virtuosi: una vigliaccheria. Soprattutto se pensiamo che grazie a Monti & C. avranno più soldi quelle amministrazioni che non hanno rispettato il patto di stabilità mentre chi lo ha fatto, magari aumentando le imposte locali è ancora una volta cornuto e mazziato». «Non è possibile che prima si chiedano sacrifici e poi si premi chi ha sperperato. Chi ha sbagliato da amministratore deve pagare e assumersi le sue responsabilità». «Questo governo centralista ha poi tuonato Matteo Bragantini, intervenendo in Aula sul decreto sui costi della politica - continua a favorire la politica degli sprechi e aiuta i Comuni in dissesto finanziario. Ancora una volta l'esecutivo ha dimostrato la propria arroganza mettendo la fiducia nonostante un'ampia maggioranza e imponendo la propria linea senza ascoltare il Parlamento». «Per combattere gli sprechi serve un federalismo vero, che dia alle regioni e ai Comuni i soldi e le competenze e che permetta ai cittadini di mandare a casa i dirigenti inadeguati. Invece - ha concluso - questo governo viene dal mondo dei boiardi di Stato e dei banchieri, e non ha alcuna intenzione di toccare i propri stipendi e quelli dei loro padroni che sono gli stessi che hanno creato questa crisi». Sempre sul patto di stabilità è intervenuto anche Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord in Commissione bilancio alla Camera, che ha depositato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Economia e delle Finanze Vittorio Grilli, per chiedere quali sono le ragioni in base alle quali il Governo avrebbe deciso di concedere uno sforamento fino a 900 milioni di euro alla Sicilia. «Il patto di stabilità - ha detto Bitonci -è una fregatura doppia: impedisce agli enti pubblici di pagare i debiti con le aziende, finendo per annientare il lavoro e talvolta anche la vita delle persone. Inoltre non è un patto: un patto va le quando è per tutti. Non "per tutti tranne la Sicilia", Regione che ha le peggiori performance e un debito quasi uguale a quello della Grecia».

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