mercoledì 31 ottobre 2012

Arriva l'etichetta sugli alimenti: GRAZIE ALLA LEGA STOP ALLA CONTRAFFAZIONE


“Iva Garibaldi”
“La Padania 31.10.2012”

Sui cibi ci sarà un'etichetta chiara e precisa con l'indicazione del luogo di provenienza non solo del  prodotto finale ma anche dei singoli ingredienti. Insomma basta con le mozzarelle fatte con latte cinese ma  spacciate come italiane oppure con il falso parmigiano. La legge per l 'etichetta trasparente l'aveva fatta nel  2011 Luca Zaia, all'epoca ministro ma è sempre rimasta nel cassetto perché il Governo Monti non ha mai  fatto nulla per rendere operative quelle norme. Ma ieri finalmente qualcosa è cambiato con il sì  all'unanimità della commissione agricoltura del Senato al testo di Gianpaolo Vallardi. «Finalmente i cittadini  sapranno cosa comprano e soprattutto cosa mangiano – osserva Val lardi - Al massimo fra 60 giorni su ogni  prodotto alimentare venduto nel nostro Paese i consumatori troveranno il luogo di produzione, l'azienda  produttrice la data, la veridicità del contenuto». L'esponente leghista sottolinea che «la nostra vera risorsa  come materia prima è l'ambiente e l'agricoltura e mi sembra veramente da matti non aver attuato un  provvedimento per la sua tutela. Il sospetto, per la verità, è che a bloccare questo rinnovamento siano stati  interessi superiori che non sono certo quelli dei cittadini». Ma in commissione il sì è stato unanime: «Mi ha  colpito il fatto che ci sia stata fin dall' inizio una grande solidarietà e unanimità segno che anche i componenti di maggioranza votano ma non condividono i provvedimenti di questo governo». Ma è una bella soddisfazione essere riusciti a far approvare dal Senato la legge che obbligherà l'Esecutivo a rendere operativa la legge Zaia. Ora il testo passa alla Camera. E' ora di mettere un freno allo strapotere delle multinazionali che speculano sulla pelle dei cittadini. «E' ora di mettere un freno al business della  contraffazione.
Un giro d'affari - spiega Vallardi - pari a 60 miliardi l'anno. Sono convinto che dietro alla mancata attuazione della legge Zaia ci siano gli interessi economici delle multinazionali che comprano prodotti agroalimentari a bassissimo prezzo e qualità, mettono un nome italiano e li spacciano come tali. E'  una truffa legalizzata che arricchisce solo i grandi imprenditori a danno degli interessi economici e di salute dei cittadini italiani. E' inutile che continuiamo a parlare di tipicità, biodiversità, biologico o dieta  mediterranea come valore aggiunto se poi permettiamo di commercializzare prodotti come made in ltaly  ma che in realtà sono solo dei falsi«. Il testo Vallardi obbliga il produttore, pena multe e denunce penali, a  scrivere sull'etichetta l'identità di chi lo produce, la data e soprattutto la veridicità del contenuto. Oggi  invece ancora non è così, si spacciano per made in ltaly alimenti che di italiano hanno solo una minima  percentuale. Oggi si può spacciare come made in ltaly anche alimenti che per l'80% vengono da fuori». 

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