mercoledì 4 marzo 2015

Maggioranza “zoppa” in consiglio: «Pd e Sel stampella di Bellomo»

Destra civica e Lega sparano a zero: «Dopo quello del Nazareno, ecco il patto del Broletto, abbiamo assistito al classico teatrino da prima Repubblica»

Maggioranza zoppa in consiglio comunale, arriva la stampella del centrosinistra.Ma Destra civica e Lega nord sparano a zero: «Dopo quello del Nazareno, ecco il patto del Broletto». Il caso è scoppiato nel consiglio comunale di lunedì sera, che ha preso il via solo dopo un accordo tra Forza Italia e Fratelli d’Italia da un lato e Pd e Sel dall’altro. In apertura di assemblea infatti, a fronte dei nove consiglieri previsti dal regolamento per l’avvio della seduta, erano otto (compresi il sindaco Vito Bellomo e il presidente del consiglio comunale Pier Antonio Rossetti) gli esponenti del centrodestra presenti in aula. Solo la stampella offerta dalle minoranze, che abbandonando l’assemblea avrebbero invece fatto saltare il consiglio, avrebbe potuto sostenere la maggioranza zoppa. È stato così che, ai banchi della presidenza, è iniziata una lunga trattativa tra i capigruppo del centrodestra (Simone Passerini di Forza Italia e Silvana Palma di Fratelli d’Italia) e quelli del centrosinistra (Davide Possenti del Pd e Pietro Mezzi di Sel)per decidere il da farsi.Ma tutto questo ha scatenato la piccata reazione di Cristiano Vailati e Luigi Martelli, il primo segretario della Lega Nord e il secondo leader consiliare di Destra civica-Lega nord-Alleanza per Melegnano, che sin da subito aveva invece deciso di abbandonare l’aula. «Se la maggioranza non ha i numeri, deve solo andare a casa - sono sbottati Vailati e Martelli -. Lunedì sera abbiamo invece assistito al classico teatrino da “prima Repubblica”.C’era chi invitava a non dare ascolto alla nostra legittima richiesta e chi invece cercava di mediare con il presidente Rossetti per arrivare aduna soluzione condivisa». Alla fine, dopo un lungo tira e molla, il consiglio si è svolto regolarmente: mentre Martelli lasciava l’aula, Pd e Sel garantivano il numero legale al centrodestra. Su sollecitazione delle opposizioni di centrosinistra, è stata quindi rinviata la discussione sullo scioglimento della società che controlla Rocca Brivio, mentre sono stati approvati all’unanimità i due provvedimenti in tema di Mea e asili nido. «È già la seconda volta consecutiva che il centrosinistra fa da stampella all’amministrazione Bellomo- ironizzano Vailati e Martelli -: l’impressione è quella di una maxi-maggioranza composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Pd e Sel». Ma Passerini non ci sta: «Le minoranze hanno adempiuto ad un dovere istituzionale, non c’è stato alcun tipo di inciucio - taglia corto il leader di Forza Italia -. In attesa del dibattito pubblico sull’argomento previsto per il 9 marzo, la convergenza su Rocca Brivio era di fatto auspicabile».

Stefano Cornalba - "Il Cittadino" Mercoledì 04 marzo 2015

Nessun commento:

Posta un commento