“Gianluca Veneziani”
“lintraprendente.it 14.01.2014”
Questo governo non va sconfessato alle urne né contestato in piazza con
i Forconi. Va delegittimato con una causa legale. È l’idea da cui è nata
l’iniziativa di Antonio Corcione, che ha creato su Facebook una pagina dove
organizzare una class action contro il governo «per istigazione al suicidio».
Imprenditori stanchi dell’esecutivo tassaiolo, professionisti insofferenti agli
ingorghi burocratici si sono dati appuntamento virtuale sulla pagine del social
network, fino a far registrare ben 12mila adesioni alla proposta. Al progetto è
presto arrivato l’appoggio degli uffici legali di tutta Italia, da Lucca a
Potenza, che si sono detti pronti a sostenere l’esposto-querela, accusando il
governo Letta e quello Monti di aver violato l’articolo 580 del Codice Penale,
quello che prevede appunto il reato di istigazione al suicidio.
Gli esecutivi
delle larghe intese, insomma, messi sul banco degli imputati. Intervistato dal
sito affaritaliani.it, Corcione mostra tutta la serietà della proposta, che non
è affatto una provocazione, ma una risposta a quegli imprenditori soffocati dal
fisco e dall’inadempienza della politica, strozzati al punto da pensare di
togliersi la vita. «Ci sono persone che si sentono abbandonate dallo Stato, dal
governo e dalle istituzioni. Ci sono casi di genitori che perdono il lavoro e
si vedono togliere i figli dagli assistenti sociali. C’è tanta gente che ha
perso tutto e non vede altra soluzione se non il suicidio. Sono stati istigati.
Se ci fosse stata una politica sociale, i suicidi non ci sarebbero», ammette
con rabbia il promotore dell’iniziativa. Questi nuovi Forconi (molto più
organizzati e credibili) del web lamentano dunque sia l’assenza di una politica
che incentivi la crescita e riduca le imposte, sia la mancanza di uno Stato che
garantisca assistenza agli indigenti e ai disperati. Nell’Italia di Letta,
mancano entrambi gli aspetti: sia il nutrimento che la medicina. E allora la
forza della disperazione, la certezza di non aver nulla da perdere (perché
ormai ci hanno tolto tutto) e la convinzione nella bontà della propria causa
spingono migliaia di persone a questo gesto estremo: fare una class action
contro la classe politica. Il proposito suona anche come un tentativo virtuoso
dei cittadini di riprendersi il proprio diritto alla sovranità. Dopo tante
direttive da Bruxelles, dopo tante sanzioni e disapprovazioni comunitarie, dopo
tante penalizzazioni anonime delle agenzie di rating, ecco finalmente una causa
dal basso, un «no a questa politica» che viene dalla pancia, dalle braccia,
dalle teste e dai nomi e cognomi dei cittadini. Se l’Europa ci dice che abbiamo
sforato il tetto, gli italiani dicono a questo governo che gli ha sforato le
tasche e… qualcos’altro. Intanto online è già presente una bozza di denuncia.
Basta scaricarla, compilarla e scegliere uno degli studi legali messi a disposizione.
L’impresa si è desta contro Letta e questa politica feroce che ricorda tanto
Nerone, quando consigliava a Seneca di suicidarsi «per il bene dello Stato».

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