INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, per sapere,
premesso che:
la chimica Saronio ha rappresentato
per il comune di Melegnano uno dei più importanti insediamenti industriali, con
una attività che ha inizio nel lontano 1926 fino alla data di chiusura della
fabbrica nel 1966;
l’attività ha interessato la
produzione di vernici e, come area militare, fino al 1943, la produzione di gas
urticanti; a tutt’oggi il Ministero della difesa sembra che intima a chiunque
di non avvicinarsi;
la situazione è resa ancora più
grave, dall’abbandono in cui versa l’ex area militare della Saronio, una vera e
propria chemical city;
nei quarant'anni di attività il
polo chimico si è espanso notevolmente occupando 200mila metri quadri sul
territorio del comune di Melegnano e su quello confinante di Cerro al Lambro,
lasciando, dopo la chiusura, stratificazioni di fanghi residui della
produzione, vasche di decantazione inquinate, discariche;
si tratta di terreni altamente contaminati
da ammine aromatiche che sono "sostanze fondamentali nel processo
produttivo dei coloranti per tessuti, e impiegate nello stabilimento senza
alcuna misura di prevenzione o di protezione nei confronti dello sviluppo di
vapori e polveri";
le ammine sono generalmente
tossiche e quelle aromatiche sono composti cancerogeni sospetti o accertati;
le analisi effettuate dall’Asl hanno
evidenziato anche importanti quantitativi di benzene, oltre a cloroformio,
diclorobenzene e cloronitrobenzene in concentrazioni anche mille volte
superiori ai limiti della soglia di contaminazione stabiliti dalla legge;
i risultati di un’indagine condotta
nel 1977 dallo SMAL (Servizio Medicina Ambiente di Lavoro) evidenziano
nell’area 38 casi di morte per tumori alla vescica accertati, pari a tre volte
la mortalità media nazionale per tale malattia;
negli anni '70 e '80 sono state
realizzate urbanizzazioni incuranti del
fatto che sui terreni sorgesse una fabbrica chimica e che i terreni erano ad
elevato inquinamento legato alla tossicità delle lavorazioni e produzioni che
vi venivano svolte;
il 13 gennaio 2003 il comune di
Melegnano ha diffidato la società Edison, succeduta nella proprietà dell'area,
a “provvedere ai sensi dell’art. 17, comma 2, del d.lgs. 22/97, agli interventi
di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale delle aree inquinate”;
le operazioni di bonifica sul
terreno inquinato consistono nel confinamento dei terreni limitatamente lungo
il nuovo tracciato dell’Alta Velocità, con relativa raccolta controllata delle
acque meteoriche, e nell’inizio della bonifica in un’area di 26 mila metri
quadrati, destinata in passato ad ospitare spettacoli viaggianti, che in realtà
interessa un decimo del totale delle aree di proprietà della fabbrica;
fra polemiche, contrattempi e
ritardi i lavori di quest'ultima bonifica si protraggono fino al 12 luglio
2006; contestualmente al collaudo
dell’ARPA la provincia di Milano ha creato una decina di pozzetti di controllo
della falda acquifera nella periferia ovest;
in una riunione del 19 luglio 2007,
presso la direzione generale sanità della regione, tra ASL MI2, ARPA, Provincia
di Milano, Regione Lombardia (Unità Organizzativa Prevenzione e Ufficio
bonifiche), con oggetto "Sito di
interesse regionale denominato ex Società Saronio. Interventi a tutela della
pubblica salute", è stata ritenuta indispensabile l'installazione di
una barriera idraulica, come ne sono già state realizzate in provincia di Lodi,
con l'obiettivo di raccogliere l’acqua inquinata e mandarla a un depuratore
allo scopo di salvaguardare le falde più profonde dalla contaminazione;
da notizie stampa si apprende che sono
stati decisi controlli da parte dell'ARPA sull’inquinamento indoor, sostanzialmente quello provocato
dalle evaporazioni del benzene e degli idrocarburi in locali tipo cantine e
garage, ed è stato inoltre deciso il coinvolgimento dell'Istituto Superiore di
Sanità nella valutazione dei dati e delle azioni da intraprendere e dell'ICPS (Centro Internazionale per gli
Antiparassitari e la
Prevenzione Sanitaria ) per una valutazione sulle possibili
interazioni tra inquinanti e ortaggi e coltivazioni in generale su terreni
contaminati; sono emersi inquinamenti nella prima e seconda falda;
nell'ottobre 2007, a circa due anni
dall'inizio dell'operazione di bonifica, sono stati rimossi anche gli ultimi
vincoli imposti dalla Provincia e l'area è diventata libera e pronta per
l’attuazione di un piano di lottizzazione;
tra scarico di responsabilità e
contenziosi aperti tra Edison e amministrazioni comunali, l’iter per
l’approvazione del piano di urbanizzazione dell’area ha proseguito;
il progetto prevede un complesso
residenziale composto da 115 appartamenti distribuiti su due palazzine, proprio
su una parte dell’area inquinata; il 27 ottobre 2008 hanno inizio i lavori del
complesso residenziale;
nonostante che le analisi
effettuate abbiano dimostrano la presenza di veleni come arsenico, diossine e
piombo, tutt’attorno all’area inquinata, nel frattempo, è nata un’intera città
-:
quali iniziative urgenti il Ministro
intende adottare per verificare la correttezza delle procedure e modalità dei
controlli effettuati ai fini della lottizzazione dei terreni altamente
inquinati dell’ex polo chimico della Saronio e se intende effettuare
nell’immediato interventi e accordi tra gli enti competenti per il
completamento della bonifica del sito e il disinquinamento delle falde
acquifere, allo scopo di garantire la tutela del territorio e della salute dei
cittadini.
On. Marco Rondini

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