Nessun politico ha mai vinto le elezioni confessando che avrebbe aumentato le tasse. Nessun politico, salvo non sia un folle o un neofita, può pensare di farlo. Le elezioni si vincono o si perdono soprattutto per questioni fiscali. Lo sa bene Berlusconi, lo sapeva anche Arthur Laffer. Economista americano, Laffer, nel 1980, per convincere Ronald Reagan a diminuire le imposte dirette, pose addirittura le basi di un modello, meglio, di una teoria secondo la quale l’aumento del prelievo fiscale oltre un determinato livello di sopportazione del sistema economico, porta alla diminuzione del gettito fiscale, incentiva l'evasione fiscale e, peggio, costringe le imprese alla chiusura o alla de-localizzazione. Esattamente come avviene oggi nel nostro Veneto, in Piemonte o Lombardia. Da qui l'assioma: "Chi tasse ferisce, di tasse ferisce", con ovvio riferimento al Premier Monti. Dal 2013, infatti, il cittadino e contribuente Italiano, soprattutto quello del Nord, dovrà "sorbirsi" una pletora di nuove tasse, imposte e balzelli vari ideati proprio dal nuovo arrogante leader, Mario Monti. Come non fosse bastata la batosta dell’IMU: l’imposta, nata in sostituzione dell'ICI sulle seconde case e fabbricati ad uso commerciale e industriale, è stata trasformata dal Governo Monti in una patrimoniale che colpisce tutti i beni immobili, prima casa compresa, con aliquote ed estimi raddoppiati e il 50% dell'introito destinato a Roma. A dispetto del nome: Imposta Municipale Unica. Nominato e non eletto, tanto senatore a vita quanto premier, colui che ha accettato il "gravoso incarico" solo dopo che Napolitano gli garantì uno scranno parlamentare, colui che ha tassato le pensioni di guerra e creato con la riforma "Fornero" mezzo milione di "esodati", colui che ha chiesto più sacrifici agli italiani in nome della sobrietà dei conti pubblici, mentre incassa uno stipendio mensile di 32mila euro grazie alla remunerazione di Commissario europeo, godendo peraltro di un regime fiscale agevolato, nonostante la pensione di professore universitario e l'indennità di senatore a vita, ora annuncia il cambio di rotta. ''Obama ha ragione – ha spiegato – L’attività redistributiva è giusto che passi attraverso il fisco''.
E poi: "Ho bisogno di un secondo mandato per di dimostrare che non sono un tassatore". In effetti, ora che i voti li deve prendere, non può che reinventarsi liberale. Peccato solo che ci siano i fatti a smentirlo. Il 2013 è iniziato esattamente come è finito il 2012, con nuove tasse e nuovi aumenti per i cittadini. C’è la TARES (tassa sui rifiuti e servizi urbani), che ora include anche la tariffa per l’igiene ambientale, si pagherà in base ai metri quadri e sarà un'atra IMU per tutti. C’è l’aumento dell’IVA, dal 21 al 22%, che andrà a scapito dei consumi di tutte le famiglie, specie di quelle con minor propensione al consumo, leggi “le più povere”. Ci sono le nuove tariffe autostradali (+4%), la Tobin Tax sulle transazioni di azioni e partecipazioni, le accise, la benzina, il gas (+ 1,7%), l'acqua (+30 euro in più per famiglia), bolli, francobolli, assicurazioni… tutto costerà di più. Ovviamente aumenta anche il Canone RAI, da 112 a 113,5 euro, ma la cosa non dovrebbe rappresentare un problema. Io non lo pago ed esorto tutti i cittadini del nord a fare altrettanto, visto che al sud nessuno lo paga. Soprattutto visto che il nostro Paese ha raggiunto nel 2012 una pressione fiscale da primato da record mondiale: in Danimarca, seconda solo all’Italia nella speciale classifica delle tasse, la pressioni fiscale è al 48,6%. Qui siamo al 54,8% sui contribuenti e al 55,6% sulle aziende. Ben oltre la soglia di Laffer. Per questo è inutile che Monti ci provi: “Chi di tasse ferisce, di tasse perisce!”, esattamente come perirà il suo sogno di prendere ancora in giro gli italiani. Il sorriso tronfio del super Tassatore "salito" alla politica, ma mai eletto, è noto ai contribuenti. Poco contano le sua dichiarazioni: ''Vorrei che ci fosse qualcosa di simile a un governo 'Monti due' per far vedere che nel mio volto non c'è la cattiveria del tassatore'' ha detto recentemente. Contano i fatti. Contano l’IMU, la TARES, l’IVA e le decine di nuove tasse che ieri ha introdotto o aumentato. E che non cancellerà domani.Nessun politico ha mai vinto le elezioni confessando che avrebbe aumentato le tasse. Nessun politico, salvo non sia un folle o un neofita, può pensare di farlo. Le elezioni si vincono o si perdono soprattutto per questioni fiscali. Lo sa bene Berlusconi, lo sapeva anche Arthur Laffer. Economista americano, Laffer, nel 1980, per convincere Ronald Reagan a diminuire le imposte dirette, pose addirittura le basi di un modello, meglio, di una teoria secondo la quale l’aumento del prelievo fiscale oltre un determinato livello di sopportazione del sistema economico, porta alla diminuzione del gettito fiscale, incentiva l'evasione fiscale e, peggio, costringe le imprese alla chiusura o alla de-localizzazione. Esattamente come avviene oggi nel nostro Veneto, in Piemonte o Lombardia.Da qui l'assioma: "Chi tasse ferisce, di tasse ferisce", con ovvio riferimento al Premier Monti. Dal 2013, infatti, il cittadino e contribuente Italiano, soprattutto quello del Nord, dovrà "sorbirsi" una pletora di nuove tasse, imposte e balzelli vari ideati proprio dal nuovo arrogante leader, Mario Monti. Come non fosse bastata la batosta dell’IMU: l’imposta, nata in sostituzione dell'ICI sulle seconde case e fabbricati ad uso commerciale e industriale, è stata trasformata dal Governo Monti in una patrimoniale che colpisce tutti i beni immobili, prima casa compresa, con aliquote ed estimi raddoppiati e il 50% dell'introito destinato a Roma. A dispetto del nome: Imposta Municipale Unica. Nominato e non eletto, tanto senatore a vita quanto premier, colui che ha accettato il "gravoso incarico" solo dopo che Napolitano gli garantì uno scranno parlamentare, colui che ha tassato le pensioni di guerra e creato con la riforma "Fornero" mezzo milione di "esodati", colui che ha chiesto più sacrifici agli italiani in nome della sobrietà dei conti pubblici, mentre incassa uno stipendio mensile di 32mila euro grazie alla remunerazione di Commissario europeo, godendo peraltro di un regime fiscale agevolato, nonostante la pensione di professore universitario e l'indennità di senatore a vita, ora annuncia il cambio di rotta. ''Obama ha ragione – ha spiegato – L’attività redistributiva è giusto che passi attraverso il fisco''. E poi: "Ho bisogno di un secondo mandato per di dimostrare che non sono un tassatore". In effetti, ora che i voti li deve prendere, non può che reinventarsi liberale. Peccato solo che ci siano i fatti a smentirlo. Il 2013 è iniziato esattamente come è finito il 2012, con nuove tasse e nuovi aumenti per i cittadini. C’è la TARES (tassa sui rifiuti e servizi urbani), che ora include anche la tariffa per l’igiene ambientale, si pagherà in base ai metri quadri e sarà un'atra IMU per tutti. C’è l’aumento dell’IVA, dal 21 al 22%, che andrà a scapito dei consumi di tutte le famiglie, specie di quelle con minor propensione al consumo, leggi “le più povere”. Ci sono le nuove tariffe autostradali (+4%), la Tobin Tax sulle transazioni di azioni e partecipazioni, le accise, la benzina, il gas (+ 1,7%), l'acqua (+30 euro in più per famiglia), bolli, francobolli, assicurazioni… tutto costerà di più. Ovviamente aumenta anche il Canone RAI, da 112 a 113,5 euro, ma la cosa non dovrebbe rappresentare un problema. Io non lo pago ed esorto tutti i cittadini del nord a fare altrettanto, visto che al sud nessuno lo paga. Soprattutto visto che il nostro Paese ha raggiunto nel 2012 una pressione fiscale da primato da record mondiale: in Danimarca, seconda solo all’Italia nella speciale classifica delle tasse, la pressioni fiscale è al 48,6%. Qui siamo al 54,8% sui contribuenti e al 55,6% sulle aziende. Ben oltre la soglia di Laffer. Per questo è inutile che Monti ci provi: “Chi di tasse ferisce, di tasse perisce!”, esattamente come perirà il suo sogno di prendere ancora in giro gli italiani. Il sorriso tronfio del super Tassatore "salito" alla politica, ma mai eletto, è noto ai contribuenti. Poco contano le sua dichiarazioni: ''Vorrei che ci fosse qualcosa di simile a un governo 'Monti due' per far vedere che nel mio volto non c'è la cattiveria del tassatore'' ha detto recentemente. Contano i fatti. Contano l’IMU, la TARES, l’IVA e le decine di nuove tasse che ieri ha introdotto o aumentato. E che non cancellerà domani.
E poi: "Ho bisogno di un secondo mandato per di dimostrare che non sono un tassatore". In effetti, ora che i voti li deve prendere, non può che reinventarsi liberale. Peccato solo che ci siano i fatti a smentirlo. Il 2013 è iniziato esattamente come è finito il 2012, con nuove tasse e nuovi aumenti per i cittadini. C’è la TARES (tassa sui rifiuti e servizi urbani), che ora include anche la tariffa per l’igiene ambientale, si pagherà in base ai metri quadri e sarà un'atra IMU per tutti. C’è l’aumento dell’IVA, dal 21 al 22%, che andrà a scapito dei consumi di tutte le famiglie, specie di quelle con minor propensione al consumo, leggi “le più povere”. Ci sono le nuove tariffe autostradali (+4%), la Tobin Tax sulle transazioni di azioni e partecipazioni, le accise, la benzina, il gas (+ 1,7%), l'acqua (+30 euro in più per famiglia), bolli, francobolli, assicurazioni… tutto costerà di più. Ovviamente aumenta anche il Canone RAI, da 112 a 113,5 euro, ma la cosa non dovrebbe rappresentare un problema. Io non lo pago ed esorto tutti i cittadini del nord a fare altrettanto, visto che al sud nessuno lo paga. Soprattutto visto che il nostro Paese ha raggiunto nel 2012 una pressione fiscale da primato da record mondiale: in Danimarca, seconda solo all’Italia nella speciale classifica delle tasse, la pressioni fiscale è al 48,6%. Qui siamo al 54,8% sui contribuenti e al 55,6% sulle aziende. Ben oltre la soglia di Laffer. Per questo è inutile che Monti ci provi: “Chi di tasse ferisce, di tasse perisce!”, esattamente come perirà il suo sogno di prendere ancora in giro gli italiani. Il sorriso tronfio del super Tassatore "salito" alla politica, ma mai eletto, è noto ai contribuenti. Poco contano le sua dichiarazioni: ''Vorrei che ci fosse qualcosa di simile a un governo 'Monti due' per far vedere che nel mio volto non c'è la cattiveria del tassatore'' ha detto recentemente. Contano i fatti. Contano l’IMU, la TARES, l’IVA e le decine di nuove tasse che ieri ha introdotto o aumentato. E che non cancellerà domani.Nessun politico ha mai vinto le elezioni confessando che avrebbe aumentato le tasse. Nessun politico, salvo non sia un folle o un neofita, può pensare di farlo. Le elezioni si vincono o si perdono soprattutto per questioni fiscali. Lo sa bene Berlusconi, lo sapeva anche Arthur Laffer. Economista americano, Laffer, nel 1980, per convincere Ronald Reagan a diminuire le imposte dirette, pose addirittura le basi di un modello, meglio, di una teoria secondo la quale l’aumento del prelievo fiscale oltre un determinato livello di sopportazione del sistema economico, porta alla diminuzione del gettito fiscale, incentiva l'evasione fiscale e, peggio, costringe le imprese alla chiusura o alla de-localizzazione. Esattamente come avviene oggi nel nostro Veneto, in Piemonte o Lombardia.Da qui l'assioma: "Chi tasse ferisce, di tasse ferisce", con ovvio riferimento al Premier Monti. Dal 2013, infatti, il cittadino e contribuente Italiano, soprattutto quello del Nord, dovrà "sorbirsi" una pletora di nuove tasse, imposte e balzelli vari ideati proprio dal nuovo arrogante leader, Mario Monti. Come non fosse bastata la batosta dell’IMU: l’imposta, nata in sostituzione dell'ICI sulle seconde case e fabbricati ad uso commerciale e industriale, è stata trasformata dal Governo Monti in una patrimoniale che colpisce tutti i beni immobili, prima casa compresa, con aliquote ed estimi raddoppiati e il 50% dell'introito destinato a Roma. A dispetto del nome: Imposta Municipale Unica. Nominato e non eletto, tanto senatore a vita quanto premier, colui che ha accettato il "gravoso incarico" solo dopo che Napolitano gli garantì uno scranno parlamentare, colui che ha tassato le pensioni di guerra e creato con la riforma "Fornero" mezzo milione di "esodati", colui che ha chiesto più sacrifici agli italiani in nome della sobrietà dei conti pubblici, mentre incassa uno stipendio mensile di 32mila euro grazie alla remunerazione di Commissario europeo, godendo peraltro di un regime fiscale agevolato, nonostante la pensione di professore universitario e l'indennità di senatore a vita, ora annuncia il cambio di rotta. ''Obama ha ragione – ha spiegato – L’attività redistributiva è giusto che passi attraverso il fisco''. E poi: "Ho bisogno di un secondo mandato per di dimostrare che non sono un tassatore". In effetti, ora che i voti li deve prendere, non può che reinventarsi liberale. Peccato solo che ci siano i fatti a smentirlo. Il 2013 è iniziato esattamente come è finito il 2012, con nuove tasse e nuovi aumenti per i cittadini. C’è la TARES (tassa sui rifiuti e servizi urbani), che ora include anche la tariffa per l’igiene ambientale, si pagherà in base ai metri quadri e sarà un'atra IMU per tutti. C’è l’aumento dell’IVA, dal 21 al 22%, che andrà a scapito dei consumi di tutte le famiglie, specie di quelle con minor propensione al consumo, leggi “le più povere”. Ci sono le nuove tariffe autostradali (+4%), la Tobin Tax sulle transazioni di azioni e partecipazioni, le accise, la benzina, il gas (+ 1,7%), l'acqua (+30 euro in più per famiglia), bolli, francobolli, assicurazioni… tutto costerà di più. Ovviamente aumenta anche il Canone RAI, da 112 a 113,5 euro, ma la cosa non dovrebbe rappresentare un problema. Io non lo pago ed esorto tutti i cittadini del nord a fare altrettanto, visto che al sud nessuno lo paga. Soprattutto visto che il nostro Paese ha raggiunto nel 2012 una pressione fiscale da primato da record mondiale: in Danimarca, seconda solo all’Italia nella speciale classifica delle tasse, la pressioni fiscale è al 48,6%. Qui siamo al 54,8% sui contribuenti e al 55,6% sulle aziende. Ben oltre la soglia di Laffer. Per questo è inutile che Monti ci provi: “Chi di tasse ferisce, di tasse perisce!”, esattamente come perirà il suo sogno di prendere ancora in giro gli italiani. Il sorriso tronfio del super Tassatore "salito" alla politica, ma mai eletto, è noto ai contribuenti. Poco contano le sua dichiarazioni: ''Vorrei che ci fosse qualcosa di simile a un governo 'Monti due' per far vedere che nel mio volto non c'è la cattiveria del tassatore'' ha detto recentemente. Contano i fatti. Contano l’IMU, la TARES, l’IVA e le decine di nuove tasse che ieri ha introdotto o aumentato. E che non cancellerà domani.

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