martedì 11 novembre 2014

Il vero agguato a Salvini è la retorica «sinistra»

Speriamo che Salvini abbia avuto il tempo di godersi qualche piadina o qualche tigella. Almeno a dare un po’ di letizia al palato nel corso di un tour in Emilia Romagna che, per lui, non si sta rivelando proprio tranquillissimo. Anche ieri, a Imola, una contestazione. «Quattro sfigati», ha minimizzato il deputato leghista Gianluca Pini. Avrebbe potuto essere anche uno solo, ma l’evento si somma a quelli dei giorni scorsi. La stella a cinque punte disegnata sull’ingresso della sede del Carroccio a Parma, domenica, una sorta di avvertimento in vista del comizio che Salvini terrà stasera. E poi l’aggressione di sabato. Di cui hanno parlato in troppi e male, e proprio per questo rimane una ferita aperta. Perché è la dimostrazione più lampante di un «gap» sofferto dal nostro Paese, cioè che toccare certi temi, in politica, diventa pericoloso, molto pericoloso.
È questo il cuore della vicenda. Ed è, come direbbero gli «esperti», un vulnus democratico. Che rischia di finire oscurato dal rimpallo di responsabilità, dalle giustificazioni messe in campo dalle sigle sindacali di polizia notoriamente più vicine al Viminale (come il Siulp), oppure dalla posizione del ministro Alfano, evidentemente più preoccupato a respingere gli attacchi politici della Lega che a prendere contezza del vero problema.
Che ha tre profili. Il primo è l’agibilità politica nell’affrontare certi argomenti i quali, come ha ricordato il direttore Gian Marco Chiocci domenica da queste colonne, hanno a che vedere con la quotidianità delle nostre aree cittadine, cioè l’illegalità nei campi nomadi, la (scarsa) sicurezza nelle periferie o l’infinito scandalo delle case occupate.

Sondaggio Emg per il TgLa7 di Mentana: Salvini boom, Lega Nord al 10,7%, Forza Italia al 14,3%

Dopo la (lunga) pausa estiva torna il sondaggio Emg per il TgLa7 di Enrico Mentana e il verdetto è sempre più esaltante per Matteo Salvini: la sua Lega Nord è ancora il quarto partito in Italia, ma continua la sua scalata poderosa al centrodestra, complice lo stallo di Forza Italia che non crolla ma non recupera nemmeno. E mentre l'Italia sembra soffrire ancora di Renzite e Grillo resta secondo, il dato più significativo ed allarmante riguarda l'astensionismo: se si votasse oggi, il 40,4% degli elettori consultati preferirebbe restare a casa.


Tutti i numeri - Rispetto al dato record delle Europee dello scorso maggio, il Pd del premier Matteo Renzi è sostanzialmente stabile, passando dal 40,8% all'odierno 40,7 per cento. Stesso discorso per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che scende leggermente dal 21,2% al 20,9 per cento.

lunedì 10 novembre 2014

Salvini: "Io premier e non sindaco. No a Prodi e a Veltroni al Colle"

Matteo Salvini apre le porte del suo ufficio nella sede della Lega Nord a Milano, in via Bellerio, e concede una lunga video-intervista ad Affaritaliani.it, che verrà pubblicata in versione integrale in occasione del lancio del

nuovo Affari. Il leader del Carroccio tra sindaco di Milano e candidato premier sceglie Palazzo Chigi. Propone un programma di cinque punti e su questi vuole andare alle elezioni non da solo ma stavolta le carte le darà il Carroccio. "Renzi vuole votare in primavera". Berlusconi? "Faccia come Bossi e dia consigli". E il dopo Napolitano? "Al Quirinale no a Prodi, Veltroni e a una donna indicata dalla Boldrini"


Matteo Salvini apre le porte del suo ufficio nella sede della Lega Nord a Milano, in via Bellerio, e concede una lunga video-intervista adAffaritaliani.it, che verrà pubblicata in versione integrale in occasione del lancio del nuovo Affaritaliani.it.
Sindaco di Milano o premier? "Il cuore dice sindaco, ma la ragione dice che se c'è una partita nazionale non voglio lasciare campo libero solo a Renzi". Però Tosi dice che c'era un accordo in base al quale sarebbe stato lui il candidato premier del movimento in caso di primarie del Centrodestra. "Qua cambia tutto ogni quarto d'ora. Non si può ragionare che io un anno e mezzo fa dissi...".

Salvini, comizio e tensione a Imola«Condannate violenze o mi fermo»

BOLOGNA - Tensione anche a Imola, dopo l’aggressione subita due giorni fa nel capoluogo emiliano, per la visita del leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Dopo un tranquillo comizio davanti all’ex cooperativa Terremerse, che fu presieduta dal fratello del presidente della Regione Vasco Errani, poi condannato e per questo dimessosi, un gruppo di manifestanti blocca gli accessi alla struttura di via Bergullo che ospita una trentina di profughi del Bangladesh. La zona è presidiata dalle forze dell’ordine.
«O tutti, senza se e senza ma, condannano e rifiutano qualsiasi tipo di violenza, oppure io mi fermo». Così Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, dopo le polemiche seguite all’aggressione di Bologna e gli episodi di questi giorni.
Arrivando al centro di accoglienza per profughi del Bangladesh nell’Imolese, Salvini, insieme al suo staff, ha intonato, una canzone inedita del repertorio leghista, «Bella ciao». Gli immigrati hanno risposto con qualche urla, ma senza incidenti. Il corteo del leader leghista è riuscito a entrare al centro «La Pascola» di via Bergullo da un ingresso secondario, accompagnato regolarmente dalla scorta di polizia, con cui - si è appreso - a differenza che sabato a Bologna, aveva concordato ora e luogo dell’appuntamento con le forze dell’ordine.

La Catalogna ha scelto: l’80% insegue il sogno dell’indipendenza

Hanno votato due milioni di catalani. Il 10% ha risposto sì a un quesito e no a un altro. Mas: «Avanti contro l’intransigenza del governo, da noi lezione di democrazia»

Due milioni di votanti (che con i voti all’estero potrebbero arrivare a 2.250.000) e un risultato netto, come ci si poteva aspettare. L’80% dei catalani ha scelto il sì: vuole che la Catalogna sia uno stato e che sia indipendente. Sono i risultati definitivi (scrutinati a tempo di record da 40mila volontari della Generalitat, secondo quanto riferisce la vicepresidente della Generalitat, Joana Ortega parlando di quasi il 90% dei voti scrutinati) della consultazione che domenica ha sfidato il parere della Consulta di Madrid, che aveva dichiarato il referendum del 9-N, come lo chiamano in Spagna, illegale. Chi ha votato no a entrambe le domande è un esiguo 4,5%; si ferma a un 10% che ha votato un sì e un no. Il voto ha valore simbolico e non è riconosciuto dal governo di Madrid.

Belpietro: Salvini ha fatto solo il suo dovere di politico

Quanto successo sabato mattina a Bologna al segretario della Lega Matteo Salvini spinge ad almeno due riflessioni. La prima riguarda il questore e il prefetto: dov’erano i rappresentanti dello Stato ieri a Bologna? Si sapeva da giorni che il segretario della Lega sarebbe giunto in città per recarsi al campo di via Erbosa e da giorni era nota l’opposizione dei soliti contestatori. Che cosa ha indotto i rappresentanti dello Stato a non schierare il reparto mobile là dove si erano dati appuntamento gli esponenti dei centri sociali e dove soggiornava il leader leghista?
Un’altra spinge a tornare al 3 novembre, quando una consigliera comunale della Lega è stata aggredita per il solo fatto di essere entrata nel campo nomadi. Lucia Borgonzoni in consiglio comunale ha spesso fatto interrogazioni per sapere quanto costassero gli accampamenti

venerdì 7 novembre 2014

L.stabilità: Maroni, costi standard unica strada da seguire

Milano, 6 nov. - (AdnKronos) - "Approfitto della presenza in sala del presidente del Consiglio dei ministri per esprimere, ancora una volta, la mia preoccupazione per i tagli previsti dalla manovra di Bilancio". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni nel corso del suo intervento all'Assemblea dell'Anci, a Fiera Milano City, rivolgendosi al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, presente in platea.
"Dall'audizione sul Bilancio 2015-2017 tenuta dall'Ufficio parlamentare di Bilancio emerge che alle Amministrazioni locali sono tagliate risorse per quasi 7 miliardi di euro nel 2015, 11 miliardi di euro sia nel 2016 e 11 nel 2017. A fronte di questa riduzione più che significativa -ha aggiunto Maroni- lo Stato centrale riduce marginalmente la spesa dei Ministeri e questo è il primo punto che non va bene.

ALLARME CONFARTIGIANATO PER EMBARGO RUSSO. ZAIA: “BASTA, IL VENETO CHE LAVORA COSTRETTO A PAGARE UN PREZZO TROPPO ELEVATO”

Comunicato stampa N° 2533 del 06/11/2014
(AVN) Venezia, 6 novembre 2014 

“Invece di battibeccare sterilmente tra loro, i presidenti del Consiglio, Matteo Renzi e quello della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, farebbero meglio a occuparsi di problemi veri come quello dell’embargo nei confronti della Russia per la questione ucraina che sta letteralmente devastando ampi settori dell’economia italiana e veneta”. Lo afferma il governatore Luca Zaia, commentando le preoccupanti cifre rese note dal presidente di Confartigianato Veneto, Giuseppe Sbalchiero, relative all’export dalla nostra regione verso Mosca.

“Se il Made in Italy nella Federazione Russa è in calo del 6,6% negli ultimi dodici mesi – sottolinea Zaia – e se tra le realtà produttive più penalizzate ci sono quelle venete dell’artigianato e dell’agroalimentare, gli imprenditori e i lavoratori sappiano che a causare questa situazione disastrosa che può compromettere per sempre la loro attività, sono le scelte scellerate dell’UE, avallate dal governo italiano”.

giovedì 6 novembre 2014

Governo: Salvini; Renzi fara' saltare tavolo, al voto in primavera

13:55  ROMA (MF-DJ)--"Si votera' in primavera. Renzi fara' saltare il tavolo." Lo afferma Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24, spiegando che "tutti i dati economici stanno condannando il governo Renzi, che promette tante cose. Secondo me Renzi fa saltare il tavolo e si sceglie altri tre nemici. Poi dice 'non mi fanno governare'". Sui nemici di Renzi in Europa, Salvini afferma che "Renzi e' al servizio dell'Europa. Lui alza la voce ma poi va a Bruxelles a prendere i compitini e li porta a casa silenzioso. Detto questo, noi (lega Nord, ndr) saremo pronti in primavera." Con Berlusconi, prosegue Salvini, "spero non sia finita, se pero' tutti guardiamo avanti. Non mi piace la nostalgia, il ripensare a formule vecchie".

Dalla Lega dei Popoli ad un nuovo centro destra libero: l’espansionismo di Salvini

La Lega Nord è in piena ascesa e con il segretario Matteo Salvini sembra aver ritrovato lo slancio per riconquistare quella fetta di elettori persi negli anni al fianco di Forza Italia-Pdl.
Infatti i più recenti sondaggi hanno dimostrato una crescita dei consensi per il partito del Caroccio, tanto che lo stesso Salvini ieri ha annunciato la volontà di costruire una piattaforma per un nuovo centro destra definito “libero”, per creare un confronto tra i partiti di quell’area, dei delusi di Forza Italia, Nuovo Centro destra e degli altri gruppi o movimenti politici.
Una breccia che spacca e penetra la vecchia guardia emigrata da Alleanza Nazionale e che al contempo trovi nuove alleanze a partire da Fratelli d’Italia di Francesco Storace.

Lega dei popoli o nuovo centro destra libero

Come trapelato in queste ultime settimane, l’intenzione del Caroccio è quella di espandersi non solo sul territorio italiano e andare alla volta del Sud ma anche di raccogliere nuove adesioni.